Inciampati nei surrogati

gennaio 27th, 2012

Ieri incontro su un quotidiano la locuzione “potere di surroga
e voglio capire meglio cosa sia.
Come spesso accade, a schiudere lo scrigno di una parola si apre un mondo:
diritto civile, economia, assicurazioni, burocrazia,
ognuna ha la propria accezione del termine e delle sue varianti:
surrogazione, surrogamento, surrogato.

Sfumature, s’intende, ché l’etimo è sempre quello:
domandare, proporre in sostituzione, in successione.
Ed è palpabile la difficoltà con cui si  tocca, a volte, questa parola,
come il delicato esempio delle madri surrogate fa intuire.

Si tocca con i guanti perché è noto più o meno a tutti che,
in certi momenti della vita,
siamo inciampati nei surrogati.  Alimentari o meno,
ci siamo trovati a sostituire qualcosa che ci garbava molto,
forse anche qualcuno.
E il surrogato è divenuto ombra del desiderio,
feticcio del “vorrei ma non posso”.
Triste parola, il surrogato.

 

Pubblicato da Annalisa

L’informazione è la prima…

gennaio 19th, 2012

… medicina.
Così inizia il Manuale per la comunicazione in oncologia,
a cura di Stefano Vella e Francesco De Lorenzo,
edito dall’Istituto superiore di sanità
e frutto di 10 anni di studi e indagini.

Qui i dettagli su studi e intenti alla base del manuale
e qui il link per scaricarlo.

 

Pubblicato da Annalisa

Una tragedia di parole

gennaio 18th, 2012

Forse non si tratta solo di un essere umano forse rapito da delirio di Onnipotenza…
Forse non si tratta nemmeno di uno scoglio, o di una manovra volontariamente assurda…

Forse sono le parole, la mancanza di esse, l’averle pronunciate nei modi, nei tempi sbagliati ad aver distrutto una nave ed ucciso sempre più persone con il passare delle ore.

Tutto troppo fresco, ancora odoroso di cruda realtà per romanzare, anche se come sempre, gli sciacalli non sono soltanto quelli che vorrebbero depredare una nave del suo tesoro.

Pare ci sia un comandante DI LUNGO CORSO (appellativo che denota esperienza, scaltrezza, responsabilità) che sbaglia al di là di ogni limite, facendo dichiare come ine scu sa bi le ogni suo comportamento.

Pare ci sia un equipaggio di EROI (persone normali che in circostanze straordinarie compiono gesti eccezionali) che in parte, (minima parte o gran parte non si capisce ancora) ha abbandonato una nave con a bordo passeggeri in pericolo.

Pare ci siano COMUNICAZIONI (intendendo il termine nel suo significato più vero: mettere in comune, in questo caso condividere una situazione grave e chiedere massimo aiuto) arrivate con ore di ritardo.

La tragedia, dunque, non sta  soltanto nel già gravissimo evento del vedere i DISPERSI trasformarsi in CADAVERI,
ma anche nel capire ogni ora di più che parlare, parlare bene, COMUNICARE subito avrebbe salvato, anziché spezzare ed affogare.

Mentre tutti i cosiddetti “addetti ai lavori” mescolano uno scoglio con un iceberg, un bombardamento quasi cosmico martella e confonde, in quell’impazzita voglia fin troppo malsana di informare, disinformando.

Quello che mi sovviene, in questo bailamme di emozioni e sconcerto costante, dove tutto è il contrario di tutto e dove lo scafo di una gloriosa nave mandata, pare, al macello assomiglia di più ad un Vaso di Pandora da cui sono fuoriuscite storie e reminiscenze di ogni tipo è un pulsare dominante che sboccia in un:

Come è possibile?

Dopo un secolo, in un’era che vomita altissima tecnologia, dove si ragiona per lettere nell’identificare il benessere di un Paese, dove è lo spread che regola le nostre vite…

…tutto si ferma in un impatto, che ci riporta alle basi del vivere e del morire.

Ecco il grande e macabro spettacolo teatrale dove tutti hanno bisogno di evocare EROI e di trovare VIGLIACCHI, ad ogni costo, anche se fortunatamente c’è chi rimane con i piedi per terra.

Pubblicato da Massimo

Cosa c’è dietro le parole?

gennaio 13th, 2012

Assaperlo ;)

Sarà perché sto lavorando con alcuni avvocati, ma ultimamente sono intrigata dall’analisi dibattimentale. E così ho ripreso in mano L’arte del dubbio di Giannrico Carofiglio, dove il dibattimento in tribunale è il vero protagonista, con i suoi momenti delicati, ma anche con quelli (tragi)comici.

Dietro le requisitorie dell’accusa, le comparse degli avvocati, le risposte dei cittadini chiamati a testimoniare c’è il mondo. Lo so che è così per tutti, che facciamo l’insegnante, lo spazzino o il medico. Ma nel caso del linguaggio giuridico, fuori e dentro il tribunale, le parole non sono (quasi) mai quello che sembrano. La parola precisa viene scansata per una paura tanto condivisa quanto inconfessabile: che inchiodi a una realtà che quasi mai è verità.

Cosa c’è dietro le parole? Ecco che cosa ha scoperto la mia lente neuro-linguistica.

Pubblicato da Annamaria Anelli

Chi potrebbe descrivere dettagliatamente tutte le frodi che si commettevano in questo alveare?

gennaio 10th, 2012

All’inizio di un secolo rivoluzionario, il 1700,
fu pubblicato dapprima anonimo, poi firmato dal suo autore,
Bernard de Mandeville, un testo controverso:
The grumbling Hive or Knaves turn’d honest,
in italiano L’alveare scontento ovvero I furfanti divenuti onesti,
in seguito più volte riedito con il titolo La favola delle api.

L’opera accese allora coloriti dibattiti. Ancor oggi alcuni vi vedono
tratteggiato un panegirico, in anticipo sui tempi,
dell’economia liberista. È interessante leggerla.
Cortina, Abano: nuove cronache, vecchie storie.

 

Pubblicato da Annalisa

He has a dream, we too

gennaio 2nd, 2012

;-)

Pubblicato da Annalisa

Vivere in Rete

dicembre 25th, 2011

Su questo tema si interrogherà a maggio 2012
il Salone internazionale del libro di Torino,
e cioè su come la connessione continua stia cambiando
il nostro modo di pensare, scrivere, comunicare,
in un intreccio fluido di pro e contro
d’imprevedibile potenzialità.

Il concetto di rete, nelle sue accezioni migliori,
a noi piace. Così, in un momento come questo,
in cui nelle feste si cerca anche risarcimento
dell’amarezza di tempi accigliati,
pensare alla rete come possibilità di unire le energie,
social catena di leopardiana memoria,
beh, è anche un buon modo per augurarci buon natale,
che è quello che faccio, ora  :-)

 

Pubblicato da Annalisa

Linguaggio e potere

dicembre 23rd, 2011

Una nuova opportunità di formazione e aggiornamento
in E-learning e videoconferenza ce la offre Garamond
in un corso online organizzato insieme all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici:
il tema proposto è di stringente attualità educativa, civile e politica,
“Linguaggio e Potere”.

L’iscrizione al corso online consente di assistere in diretta web,
da qualsiasi postazione personale connessa alla rete,
alle 24 Lezioni in programma da gennaio a maggio 2012,
e accedere alla piattaforma di E-learning
per fruire in differita di tutte le registrazioni audiovisive
delle lezioni e dei materiali del corso.

È  inoltre possibile partecipare alla discussione con i docenti, relatori
e gli altri iscritti, grazie a forum, chat e posta interna,
sotto la guida di tutor.
Qui il programma completo,
ma è anche possibile iscriversi a uno o più singoli seminari a scelta.

 

Per ulteriori informazioni:
informazioni@garamond.it
06-97270514

 

Pubblicato da Annalisa

Digital Democracy a Firenze

dicembre 12th, 2011

Come anticipammo, il 15-16-17 dicembre
c’è a Firenze un’occasione ghiotta, e gratuita:
se sei donna, la tua età è compresa tra i 18 e i 35 anni,
ma anche qualcosa di meno o di più,
puoi infatti iscriverti al corso di formazione “Digital Democracy”,
promosso da futuro@lfemminile – il progetto di Responsabilità Sociale
di Microsoft, Acer e Cluster Reply – e dal Comune di Firenze.

Poiché internet e i social media sono strumenti
che favoriscono la partecipazione alla vita pubblica,
il corso offre alle giovani donne l’occasione di crescere
in competenza e consapevolezza riflettendo appunto (ed esercitandosi)
sulle moderne tecnologie digitali,
con lo scopo di imparare a condividere e migliorare i propri talenti e ruoli.

Il corso è strutturato in 3 moduli successivi e complementari:
giovedì 15 dicembre, apre il nostro Alessandro Lucchini per parlare
di “Web writing, dalla redazione alla relazione.
La scrittura in Rete come chiave di partecipazione e di cambiamento”:
riflessione e allenamento concreto per far evolvere i modelli di scrittura
appresi a scuola e poi modificati nelle relazioni tra amici,  e per farne
strumenti efficaci di partecipazione attiva alla vita politica e sociale.

Venerdì 16 dicembre Paolo Guadagni, amministratore delegato
di The Visual Agency,  approfondisce “I nuovi strumenti
di comunicazione digitale: come essere presenti sulla Rete e fare la differenza”
per guardare da vicino al mondo dell’informazione in Rete,
imparando a usare professionalmente i social network.

Sabato 17 dicembre Marco Camisani Calzolari,
Fondatore di Speakage,  si sofferma su
“Il presente che qualcuno chiama ancora futuro:
il nuovo mondo digitale e le strade per le nuove professioni”,
illustrando casi concreti a cui ispirarsi per fare un uso più mirato
e competitivo dei social media.

 

Per iscriverti al corso “Digital Democracy”, anche a uno dei tre moduli,
puoi contattare la segreteria organizzativa del Comune di Firenze
al numero 055-2625956, oppure puoi scrivere un’e-mail a:
progetto.donna@comune.fi.it.

 

Pubblicato da Annalisa

L’arte di ricordare tutto

dicembre 7th, 2011

copertina L'arte di ricordare tuttoUn tempo la memoria era il fondamento della nostra cultura ma da quando, trentamila anni fa, gli uomini hanno iniziato a dipingere i loro ricordi sulle pareti delle grotte, a poco a poco abbiamo soppiantato la nostra memoria naturale con un’ampia sovrastruttura di supporti mnemonici esterni, un processo che negli ultimi anni ha subito un’accelerazione esponenziale. Immaginate di svegliarvi domattina e di scoprire che tutto l’inchiostro del mondo è diventato invisibile e che tutti i byte sono stati cancellati. Il nostro mondo crollerebbe immediatamente. Letteratura, musica, legge, politica, scienze, matematica: la nostra cultura è un edificio costruito su memorie esterne.

Quaranta giorni è il tempo che ciascuno di noi spreca in media ogni anno per rimediare a ciò che dimentica: recuperare il cellulare lasciato chissà dove, cercare le chiavi di casa o rintracciare informazioni importanti.

Eppure la memoria si può migliorare, come dimostra Joshua Foer in questo saggio agile, singolare e davvero ben scritto.

Tutto nasce da un’esperienza personale dello stesso autore che, da giovane freelance, viene incaricato di seguire il campionato americano della memoria. Incuriosito, comincia ad allenarsi tutti i giorni per circa dieci mesi fino a raggiungere un successo inatteso: rappresentare gli Stati Uniti nella competizione mondiale.

Ripercorrendo la storia della mnemotecnica dall’antica Grecia ai giorni nostri e illustrando metodi concreti, Foer ci dimostra che “in ognuno di noi si nasconde un piccolo Rain Man”. Che la memoria è un dono che tutti possediamo ma di cui troppo spesso ignoriamo le potenzialità.

Joshua Foer, L’arte di ricordare tutto, Longanesi, 2011

Pubblicato da Silvia