Delle storie degli altri mi colpisce il rumore.

marzo 22nd, 2016

Delle storie degli altri mi colpisce il rumore; mi piace quando scrivono del vento o della pioggia sui vetri, e lo fanno con impasti di lettere che non avrei pensato mai. Me lo chiedevo anche prima, prima che per me diventasse importante, che suono facessero i pensieri in altre teste, su altri corpi, con meccaniche tutte loro di equilibrio e passi.  Mi piace anche, delle storie degli altri, l’odore che senti come di case nuove, un odore di legno tagliato e cartone e scotch. Mi piace il coraggio che lascia l’impronta in una spaziatura di troppo, che a tradurla significa “qui c’è un respiro, forse tu pensi di no, ma io lo sento e lo devo lasciare”. Delle storie degli altri mi piace quella linea tutta uguale di inchiostro che non finisce, e prosegue da un foglio all’altro, da un paragrafo all’altro, da ogni fine ad ogni inizio, in un dispiegarsi di “E poi” che ci lega tutti.

E poi venne il giorno.

E poi restò in silenzio.

E poi continuò per la sua strada.

E poi fu chiamata Sole.

E poi lei?

E poi capirà.

E poi disse “quanto costa?”.

E poi decise di non voltarsi.

E poi torni?

E poi no.

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(*il tema del concorso – Caratteri di donna e di uomo 2017 – è il viaggio, iniziamo a pensarci.)

Pubblicato da bianca

“il tocco, il rimedio, la parola”

febbraio 22nd, 2016

“Una buona comunicazione influisce direttamente sull’efficacia e l’efficienza della cura, con ripercussioni positive sulla qualità della vita dei pazienti e del sistema sanitario in generale: il medico, quando veste i panni del «persuasore strategico», non solo fa sentire meglio il paziente,

Copertina "il tocco, il rimedio, la parola"

Copertina “il tocco, il rimedio, la parola”

persino nei casi più gravi, ma si sente meglio a sua volta, evitando peraltro la sempre più diffusa sindrome del burnout. In tutti i sensi, quindi, «curare» significa prendersi cura della persona, prima ancora che della malattia.”

Martedì 23 febbraio alle 21.00 presso la Casa della Psicologia, Roberta Milanese e Simona Milanese presentano il libro “il tocco, il rimedio, la parola”.

Siamo tutti invitati!

(Casa della psicologia, Piazza Castello 2 – Milano)

 

 

Pubblicato da bianca

Grazie

settembre 27th, 2015

Non so se la scuola di oggi possa essere più buona di ieri,
e neanche se le diatribe di oggi costruiscano più delle passate.
So però che a scuola ci vai per gli studenti, oggi e ieri,
per arrivare a loro, contenuti e forme, passare il testimone
e vivaddio.
Ogni anno cambi, ogni aula cambi, ogni giorno inventi
cioè proprio cerchi (e spesso trovi?) modalità comunicative per arrivare.
Certo è difficile, certo è una gara con te stesso,
certo devi migliorarti, puoi migliorarti, migliori.

E gli studenti ti aiutano.
Così capita che da un passato recente ti arrivi un regalo:
un tuo studente ha narrato di sé, condivide con te.
Tu non hai meriti: in un professionale, tra pulegge e pignoni,
solo provasti a trasmettergli amore per le parole abitate
dalla realtà.

E così la storia di Jacopo è diventata il testo narrativo
con cui quest’anno inizi il programma con la tua nuova prima:
le sue parole abitate, lette a 26 musetti in ascolto,
han detto più di Manzoni o Flaubert.

Per loro ci sarà tempo, più avanti.
Ora è il tuo. Grazie Jacopo.

La primavera del ’96
Ci sono giorni della nostra vita che ricordiamo grazie o purtroppo a degli avvenimenti che poi ci segneranno.
Ci sono giorni che addirittura ricordiamo in maniera ricorrente, causa un susseguirsi e accavallarsi di emozioni contrastanti ma necessarie e concatenabili, il primo giorno che capisci cosa volesse dir l’amore, la gioia, la forza o la debolezza, la sfrontatezza o la vergogna, così come il coraggio o la pazienza.
Io un giorno molto particolare me lo ricordo…
Pubblicato da annalisa pardini

Sinestesia Oceanomare

luglio 20th, 2015

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Questa è una storia di incontri, tra persone, sensi e dimensioni artistiche. OceanoMare è un progetto artistico sinestesico che abbraccia tatto, olfatto e vista. In un filo rosso che collega i profumi creati da Paolo Cerizza – naso di Preziosessenze – ai colori dei quadri e delle opere in vetro di Murano di Mara Lombardi, si dispiega la relazione che c’è fra vento e mare. L’acqua prende forma dalla forza degli elementi, anche catastrofici, per restituire trasparenza e calma al fluire tumultuoso dell’esistenza. Paolo ha saputo, con la sua arte, interpretare la dimensione olfattiva di tre opere di Mara: Sailing to Bora Bora, Polinesian Sea e Waves of love.  Mara ha saputo dare voce e consistenza a un racconto interiore che ci accomuna tutti e che oggi trova un tempo e un luogo per rivelarsi.

 

Vi aspettiamo.

 

 

 

 

 

Pubblicato da bianca

Silenzio feroce

maggio 23rd, 2015

Frasi come
            Un bel tacer non fu mai scritto
ci han martellato le tempie con la frivolezza delle citazioni ad ampio spettro,
antibiotici del nonsoche.

Eppure, a ben leggere, il dubbio regna sovrano:
da intendersi come
“non si possono scrivere le ragioni di un bel silenzio”
(come renderne infatti in parole la pudicizia, saggezza,  dignità, civiltà?)
oppure
“non si possono scrivere le ragioni di un bel silenzio
giacché un bel silenzio non esiste???

Tuttavia, che l’ambiguità del silenzio sia fascinosa
è lampante.
Ci si arrovellano amanti d’ogni età ed era
quando, aspettando risposte che non arrivano,
vi leggono fate-morgana di scusabili bisogni, impegni, fragilità
(ma quasi sempre chi tace non acconsente).

Ci si arrovellano giuristi e storici di ogni dove
se costretti a metter ordine tra cause-effetti
in inenarrabili catene di silenzi torture delazioni carceri ingiustizie.

D’altra parte il silenzio è da sempre anche un modo per proteggersi,
e si sono usati tutti i forcipi per piegarlo.

Nel provar così a raccapezzarsi tra vera o presunta nobiltà del silenzio,
si arriva ad ammettere che, come spesso accade, quel che conta è il fine,
giacché è lui che distingue tra difesa od offesa.

Certo è che le locuzioni in cui il silenzio piomba
han più sapore mortifero che vitale
a iniziare da silenzio di tomba e ridurre al silenzio
a vivere nel silenzio.
E in questi giorni di silenzi memori e di memorie insilenziabili,
proprio ripugna che la morte di un adolescente in gita
sia intrisa di lui: il silenzio omertoso.

Quando puzza,
il silenzio è sempre feroce.

Pubblicato da annalisa pardini

Nemesi ortografiche

marzo 9th, 2015

Errare humanum est:
preferirei di no, ma capita.
Bello se a errare fosse solo una categoria,
delineata, zac, colpevole!
Quel che farne, della categoria errante,
lo decideremmo dopo,
ma intanto sai che sollievo?!
“I O   N O N   S B A G L I O,  TU ??”

E invece niente,
errare humanum est,
e siccome sono umana, tutto ciò che è umano riguarda pure me.

E spunta lì a dispetto proprio l’errore,
quello a cui mai avevi pensato:
l’errore probabilmente impervio,
dislocante, anche massiccio,
le discese ardite e le risalite, insomma.

Perché se no come spiegarselo
quell’ “errore orografico”
che ti esce dalla penna proprio
mentre sei lì a legger e corregger testi altrui?
Sic.

Pubblicato da annalisa pardini

La congiura per la vittoria (o per la sconfitta)

febbraio 3rd, 2015

Le recenti vicende costituzionali, elettive o meno, sollecitano a condividere alcune considerazioni che, da semplice cittadino che osserva e compartecipa come può alla vita e alla gestione della res publica, mi sono – fisiologicamente – sovvenute. La lettura, l’ascolto, la visione delle notizie di questi giorni (e mesi) mi ha fatto notare che, tra tutte le speculazioni che nei secoli vantano una costante e perenne longevità, il primato spetta, senza “ombra” di dubbio, alla teoria del complotto: può giustificare tutto e il contrario di tutto, il potere o la sua mancanza; la corruzione o la sua assenza (anche per volere e grazia di ciò che non esiste, la mafia); i compromessi o le divisioni ma, più ancora, la sconfitta o la vittoria alle elezioni. Nei corsi e ricorsi storici, svuotati in parte del loro significato originario, e riempiti delle svariate esigenze dell’editorialista di turno o di chi questo rappresenta o pensa di rappresentare, si vanno trovando persino le motivazioni che hanno impedito, tra i “papabili”, l’elezione di un diverso Presidente della Repubblica. Ammettiamo, in assenza di prove o a causa di una loro evanescenza logica (ma forse non storica), che nulla sia dovuto al Bilderberg, agli occhi, ai grembiulini vari o a qualcosa di simile. Come giustificare, allora, scacchi matti, defenestrazioni in corso d’opera (senza il materiale di Praga ad attutire il colpo) e, soprattutto, rimozioni di ostacoli che, sino a qualche anno fa, sarebbero apparsi e avrebbero costituito limiti invalicabili? Bravura, strategia, comunicazione, intelligenza sono qualità che in Italia non sono mai mancate anche se, quando c’erano, difficilmente riuscivano a condensarsi attorno a un unico polo di consenso. Oppure non potevano farlo, mancavano le forze. Ragionando nell’ottica più illuminata possibile (nel senso di razionale, ovviamente), ciò che più sconvolge, in questo caso (e spero, mi auguro e intendo in senso positivo), è che nessuna cospirazione sia riuscita a fermare l’ascesa del nostro attuale Presidente del Consiglio che espone, impone (persuade), frappone e, dicono, dispone. Be’, a questo punto, mancando un Peppone ma non avendo trovato ancora un Don Camillo (Imposimato con buona pace di Aldo Grasso, vedi http://www.corriere.it/politica/15_febbraio_01/quirinale-paese-complotti-giu-dal-colle-cbea4dc8-a9df-11e4-a06a-ec27919eedf1.shtml non ha ancora – udite, udite! – gridato al complotto), che qualcosa di vero ci sia?

Pubblicato da Mario

Dialetti e tradizioni popolari: un patrimonio culturale da salvare

gennaio 29th, 2015

 

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Il 31 gennaio 2015, in occasione della Festa della Toscana, presso la Sala l’Altana di Palazzo Strozzi a Firenze, si terrà una manifestazione, una giornata di discussione che avrà per oggetto il progetto Grammo-foni. Le soffitte della voce, sostenuto dalla Scuola Normale Superiore di Pisa e dall’Università degli Studi di Siena, finanziato dalla Regione Toscana, volto a recuperare, salvaguardare e analizzare materiale sonoro di interesse linguistico attraverso la sua digitalizzazione e catalogazione. I documenti vocali sono stati raccolti in un ampio arco di tempo da studiosi, appassionati, cultori di dialetti e tradizioni popolari sul territorio della regione Toscana , dagli anni ’60 a oggi. Grammo-foni, attraverso il portale  http://www.grafo.sns.it, restituisce alla nostra comunità una tradizione sonora molto ricca, fatta di storie, racconti, aneddoti, favole, proverbi, stornelli, canzoni provenienti dalla nostra regione.

 

Per informazioni:

Laboratorio di Linguistica “G. Nencioni”
tel: +39 050 509218
fax: +39.050.563513
e-mail: lab.linguistica@sns.it
http://www.sns.it/agenda/culturale/fontiorali/

 

Pubblicato da Maria Rita Stefanini

La ninna nanna di Ilse

gennaio 28th, 2015

In occasione della Giornata della Memoria, appena trascorsa, voglio condividere con voi una struggente poesia di ILSE WEBER, intellettuale ceca di formazione tedesca, autrice affermata di letteratura per bambini e programmi radiofonici dove era solita recitare fiabe, prigioniera nel ghetto di Theresiendtadt. Arrivata ad Auschwitz, al capolinea del treno su cui ella era salita volontariamente per non abbandonare i piccoli malati dei quali volle occuparsi a Theresiendtadt e pienamente consapevole della sorte che l’attendeva, venne riconosciuta da un detenuto che, vedendola consolare i suoi bambini messi in fila davanti alle docce, le si avvicinò. Proprio a lui Ilse chiese: “È vero che possiamo fare la doccia dopo il viaggio?”. Egli non volle mentirle e rispose: ”No, questa non è una doccia, è una camera a gas e ora ti do un consiglio. Ti ho spesso sentito cantare nell’infermeria. Entra con i bambini cantando nella camera a gas il più in fretta possibile. Siediti con i bambini per terra e continua a cantare. Canta con loro ciò che hai sempre cantato. Così inalerete il gas più velocemente, altrimenti verrete uccisi dagli altri quando scoppierà il panico”. La reazione di Ilse fu strana. Rise, come assente, abbracciò uno dei suoi bambini e disse: “Allora non faremo la doccia”.

La canzone che cantò insieme al figlio Tommy e agli altri bambini quel 6 ottobre 1944, entrando nelle docce della morte fu una sua ninna nanna: Wiegala. Da quel giorno, questa ninna nanna venne cantata da altri bambini prima di entrare nei gas di Auschwitz e rimase nella memoria dei
sopravvissuti come simbolo del massacro degli innocenti.

 

Piccola ninna nanna

La notte s’insinua pian piano nel ghetto
nera e muta.
Prendi sonno, scorda il mondo tutt’intorno.
Abbandona al mio braccio il tuo capo piccino,
si dorme di gusto e al caldo con la mamma vicino.
Dormi, di notte tanto può avvenire,
di notte tutto l’affanno può svanire.
Figlio mio, vedrai:
un giorno, al tuo risveglio, la pace troverai.

 

 

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Pubblicato da Maria Rita Stefanini

Sì, la vita è tutta un ritm!

dicembre 8th, 2014

 

Respiriamo, camminiamo, facciamo l’amore a un ritmo.
Il nostro. Pronto a sincronizzarsi, in un innato impulso,
col bioritmo dell’altro.
Così scorre la vita, e i momenti
più belli che ricordiamo sono quelli in armonia.

Ma capita che fretta, impegni, ostinazione
dissonino e dividano: isolati, osserviamo modi e tempi altrui
con distacco

Non c’è un unico tempo: ci sono molti nastri
che paralleli slittano
spesso in senso contrario e raramente
s’intersecano.

Quest’immagine evocata da Montale
dà corpo all’idea della solitudine, in quel mancato intrecciarsi
di nastri, che poi è come dire mani.

Invece noi le mani e le menti le vogliamo intrecciare,
e lo facciamo grazie a Elia Perboni e Palestra
con cui ci alleniamo a usare il ritmo come chiave di armonia e benessere.

E quando lo facciamo? Iniziamo sabato 13 dicembre,
nel corso R&B, Ritmo & Business,
e da lì in poi, speriamo, sempre :D

 

P.S. Intrecceremo anche suoni e voci
in un esperimento inedito con HLVS, Palestra Social Band.
Porta il tuo strumento, la tua voce, la tua voglia di partecipare:
ti aspettiamo!

R&B, Ritmo & Business
9,00 – 17,30
Biblioteca di Sesto San Giovanni,
via Dante 9
modulo d’iscrizione
info
 – cell: 339 4472607

 

Pubblicato da annalisa pardini