Accordi di programma

Dovrò farci il callo. Accettar che i calli… non servono più.

I got my first real six-string
Bought it at the five-and-dime
Played it till my fingers bled..
.
Era il 69 e il canto dell’estate, pare si sentisse scorrere sopra e sotto pelle!

Ma, now the times are changin’
Look at everything that’s come and gone…

E’ il ‘10 ed è inverno: muto.
Lisci, indenni, i polpastrelli disertano il metallo teso, per carezzar sensori. E’ il digitale, baby!

Chiamatemi nostalgico, ma gli strumenti acustici… li senti esistere sotto le dita, ti ascoltano e conoscono lingue dalle tinte calde.
Io, alle molle, preferisco i martelletti, al touchpad, le corde! E anche se diteggio su un Acer e non stringo una Montblanc, quando stampo qualcosa, godo a metterci la firma di pugno. Far scorrer la penna, nascere il Mio nome, come per Magia, una volta ancora.
Tracce di umanità, a piè di pagina. Una delle mie piccole forme di resistenza ad un progresso che incalza (e a tratti, incazza pure…)

Pubblicato da Franco

2 Risposte da “Accordi di programma”

  1. Iaia Dice:

    Arrivo su questa pagina per caso eeeee…. incanto! trovo vibranti ad accogliermi i versi del grande Bryan!
    E come non essere d’accordo sul resto!
    Nulla come la grafia esprime l’enfasi di ciò che è scritto.. ovvio la necessità obbliga alla tastiera, però mai arrendersi.. a volte meglio un PDF con una pagina di appunti a matita fa inviare via mail che mille .doc!

  2. Franco Dice:

    Un pensiero D.O.C. ;-)

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