Accordi di programma
Dovrò farci il callo. Accettar che i calli… non servono più.
I got my first real six-string
Bought it at the five-and-dime
Played it till my fingers bled...
Era il 69 e il canto dell’estate, pare si sentisse scorrere sopra e sotto pelle!
Ma, now the times are changin’
Look at everything that’s come and gone…
E’ il ‘10 ed è inverno: muto.
Lisci, indenni, i polpastrelli disertano il metallo teso, per carezzar sensori. E’ il digitale, baby!
Chiamatemi nostalgico, ma gli strumenti acustici… li senti esistere sotto le dita, ti ascoltano e conoscono lingue dalle tinte calde.
Io, alle molle, preferisco i martelletti, al touchpad, le corde! E anche se diteggio su un Acer e non stringo una Montblanc, quando stampo qualcosa, godo a metterci la firma di pugno. Far scorrer la penna, nascere il Mio nome, come per Magia, una volta ancora.
Tracce di umanità, a piè di pagina. Una delle mie piccole forme di resistenza ad un progresso che incalza (e a tratti, incazza pure…)


gennaio 25th, 2010 at 6:27 pm
Arrivo su questa pagina per caso eeeee…. incanto! trovo vibranti ad accogliermi i versi del grande Bryan!
E come non essere d’accordo sul resto!
Nulla come la grafia esprime l’enfasi di ciò che è scritto.. ovvio la necessità obbliga alla tastiera, però mai arrendersi.. a volte meglio un PDF con una pagina di appunti a matita fa inviare via mail che mille .doc!
gennaio 25th, 2010 at 9:15 pm
Un pensiero D.O.C.