Per non dimenticare…

“Il silenzio è il vero crimine contro l’umanità” – (Nadezhda Mandelstam)

 

27 GENNAIO 2010 – IL GIORNO DELLA MEMORIA DELLA SHOAH: IN RICORDO DELLO
STERMINIO E DELLE PERSECUZIONI DEL POPOLO EBRAICO NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO
NAZISTI:

http://www.youtube.com/watch?v=FGnKgoNBDX8

Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

“La Canzone Del Bambino Nel Vento (Auschwitz)” di Francesco Guccini, cantata dai Nomadi

Pubblicato da Maria Rita

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3 Risposte da “Per non dimenticare…”

  1. Franco Dice:

    E’ tardi, Mia figlia di un anno dorme e il link non può cantare.
    Sentendo questa canzone, spesso (sempre…) ho pianto.
    Per la prima volta, affronto il testo nudo. C’è silenzio.
    Lo conosco, l’ho suonato, sentito, ragionato, ma non lo avevo mai “solo” letto.
    Considero che in casa c’è polvere, c’è vento. E non può non essere così perché, mentre scrivo, anche gli occhi soffrono, le lettere si sfocano, sempre di più…
    Mai più violenza…
    Maria Rita, ti ringrazio per le lacrime, ora mia storia e memoria.
    Buona notte, per noi…

  2. annalisa Dice:

    Questa riflessione in musica è stato il leitmotiv delle spiegazioni che, stamani, ho tenuto ai miei studenti.

    Improvvisando l’incipit, con un cellulare che si collega prima alla Magia e quindi a Youtube (quale anatema, anche se siamo in classe?),
    abbiamo percorso con attenzione e rispetto le strade più convenzionalmente proposte dai libri di storia e dai quotidiani.

    Attorno: partecipe silenzio.

    Dunque grazie, Maria Rita, e grazie anche a te, Franco.

  3. Maria Rita Dice:

    Franco… Annalisa… grazie per i vostri interventi.

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