Parole segrete
Non solo quelle custodite nei recessi dei potenti
e degli intimi,
e neppure le intonate nei conviti di ogni età,
lì a ricreare universi paralleli
d’arte e bellezza.
Parole antiche centinaia di anni,
nate in Cina da donne analfabete,
nate come lingua della sopravvivenza
e diventate espressione di libertà:
Nushu,
linguaggio delle donne,
là dove la tradizione voleva fosse loro impedita ogni formazione,
ed essere lasciate in vita spesso era già il dono.
Il 14 febbraio, quando da noi si martorierà San Valentino,
per il calendario lunare-solare cinese
sarà capodanno
e la più diffusa tivù privata della Cina trasmetterà
una leggenda:
pare che il primo manifesto anti-maschilista
dell’umanità sia stato scritto in Nushu
e racconti il dolore di una contadina che,
destinata suo malgrado al primo imperatore della dinastia Song,
ideò quella lingua per denunciare
“il dolore che mi impicca”
ma non smarrire il contatto con la vita…
Donne e imperatori, donne e uomini.
Allora, come ora, legate a un filo: un gesto, una parola,
un diniego.
Mai semplicemente donne innamorate.


febbraio 7th, 2010 at 9:16 am
“Un linguaggio segreto non serve per nascondersi, ma per esprimere anche ciò che non si può dire”…così è e deve continuare ad essere.
febbraio 7th, 2010 at 11:43 am
Grazie Ludovico: è proprio così, infatti…