Il giornale del Paradiso ha un nuovo cronista

Venerdì scorso, a 84 anni, è morto Alberto Ronchey. Avrei voglia di scriverne molto, ma mi rendo conto che non posso competere con il bellissimo ritratto che ne ha fatto Vittorio Zucconi su Repubblica. Posso solo dire che lo ricordo con affetto per due motivi: il primo perché era il direttore della Stampa quando io ho iniziato a leggere i quotidiani. Diventato direttore quando il giornale – controllato dalla famiglia Agnelli - in Piemonte era chiamato “la busiarda” (la bugiarda). Con lui aveva cambiato volto.

Il secondo perché era uno degli esempi più citato durante la mia breve (due anni) esperienza di giornalista. Era un tiranno della lingua, non accettava imprecisioni o strafalcioni, e il mio direttore non mancava di dire “ma hai mai letto un articolo di Ronchey?” ogni volta che mi intortavo in qualche frase, o non riuscivo a scrivere un titolo che avesse un senso.

E ora, purtroppo, anche per il romanzo della sua vita è arrivata la parola “fine”.

Però mi piace pensare che in Paradiso stampino un quotidiano, in cui lavorano Ilaria Alpi, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Enzo Baldoni, Tiziano Terzari e tanti altri. E ora anche Ronchey. Vi immaginate le riunioni della redazione?

E dando una scorsa al mondo della informazione odierna sapete una cosa? Un po’ li invidio, i lettori del Paradiso.

Pubblicato da Claudio

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2 Risposte da “Il giornale del Paradiso ha un nuovo cronista”

  1. albertina Dice:

    Il paradiso lo hanno meritato, dopo l’inferno che qui hanno visto, scritto e vissuto. Potranno persino infischiarsene dei tagli dei contributi all’editoria.
    A quelli che restano …. buon lavoro!

  2. Claudio Dice:

    Direi anche “buon lavoro, schiena dritta, e non abbiate paura a fare la seconda domanda!”

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