Pupille gustative

Allora, preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?»
[…] ci vide chiaramente e fu sanato […]

E’ tornato ad assaporare volti e panorami, il soldato inglese rimasto cieco dopo una battaglia in Iraq. I suoi occhi non funzionano più, ma grazie a uno speciale apparecchio le immagini raggiungono il cervello seguendo una via alternativa: quella dei canali nervosi della lingua.

A zonzo per i sentieri della sinestesia, ci appare l’evidenza: miracolo della fede o della scienza, la lingua risana la vista. E così il linguaggio…
Conoscer le parole, il loro significato, aiuta a rappresentare (a noi stessi e agli altri) il mondo con maggior chiarezza e giuste sfumature.
Obiettivo: evitare che la realtà, già adulterata dai nostri filtri di “osservatori poi descrittori”, venga distorta ancor di più da una scarsa efficacia comunicativa. Le incomprensioni s’appostano spesso dietro l’angolo!

Dubbi?
Vediamo un po’… di che colore sono le fragole? E i rapanelli? Del sangue invece che mi dici?
Tutto banalmente rosso?

Pubblicato da Franco

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1 Risposta da “Pupille gustative”

  1. annalisa Dice:

    Franco, gran bel post
    per la stratificazione tra notizia e stimoli conoscitivi…

    (E grazie per il link ;-) )

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