Cinguettii, trombette, tromboni

A questo punto dell’anno
chiederei parsimonia nei bailamme.
Sarà il mio lavoro principe
che tra scrutini e la chiamavano Maturità
impone ritmi e affanni
in cui anche l’orecchio si satura.

Sarà l’estate all’angolo
che ci prepara alla fanfara del fancazzismo assurto a notizia,
e sarà anche che in un Paese di pive
le fanfare e i fancazzismi sono ormai liberi dall’andamento delle stagioni,
vale a dire sempreverdi.

Ma ovunque legga sento rumore.
Lo sento nei cinguettii che pare stufino persino il NYT,
eppur anche nel petulante insulto del silenzio coatto.

Lo osservo nelle matasse in rigurgito,
lo rido nelle rinnovantesi trinità
e, inevitabilmente, lo patisco ed elaboro nelle vuvuzela
che di mondiale hanno quantomeno le rotture di timpani.

Elaboro si fa per dire, ché il link è d’istinto. 

Chissà poi perché.

Pubblicato da Annalisa

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