La matematica, la domanda

 

La matematica non è un’opinione!
ce lo siam sempre sentiti ripetere a sostegno di un ragionamento
incontrovertibile,
epistème e dòxa in perenne confronto.

Ma opinabile è invece il modo di spiegarla, la matematica,
e ancor più di scriverla, se si avverte l’esigenza di rimettere mano
a molti testi scientifici, matematici in particolare,
per renderli più comprensibili e disambiguarne il linguaggio.

Questo accade in Toscana, terra fucina della lingua italiana,
dove l’Accademia della Crusca e il Cafre,
Centro di ateneo di formazione e ricerca educativa dell’università di Pisa,
si sono dati appuntamento per confrontarsi sulla necessità
di riscrivere i testi, a vantaggio di studenti
poco inclini alla comprensione (e/o allo studio) della matematica.

Il convegno di didattica della matematica che si svolgerà a Viareggio
il 10 e l’11 settembre affronterà nello specifico l’argomento,
che però non è circoscrivibile: alla base della trasmissione di ogni disciplina
c’è il linguaggio.

(Spinge lo stimolo dell’eterna domanda:
dalla comprensione, l’amore?)

 

Pubblicato da annalisa pardini

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4 Risposte da “La matematica, la domanda”

  1. Winston Dice:

    “Si era riaffacciata in lui la vecchia sensazione che in fondo non aveva importanza se O’Brien fosse amico o nemico. Era una persona con cui si poteva parlare. Forse non si desiderava tanto essere amati quanto essere capiti”; o compresi…
    (George Orwell, 1984)

  2. Annalisa Dice:

    Winston, grande citazione…
    Se ti va, andiamo a monte: comprensione e amore sono dunque alternativi, e non sequenziali?

  3. Winston Dice:

    Potessi conoscere la doppia elica d’amore e comprensione, risponderei in coscienza. Da incosciente, azzardo: né l’uno né l’altro, né alternativi né sequenziali. Bipensiero? ;)

  4. annalisa pardini Dice:

    Concordo Winston. Più che bipensiero, ottimo scarto della presupposizione ;)

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