Ti amo bene

Avrei voluto rispondere “a grande richiesta”?
No.
La stima per le parole mi invita al riserbo su certi aggettivi e avverbi.

Ad esempio “ti amo tanto”: chi non l’avrà mai detto?!
Che se ci pensi davvero ti si accappona la pelle:
tanto che? tanto quanto? tanto come? tanto basta?
Dietro amori inadeguatamente compressi in un tanto di troppo
la cronaca ce lo racconta ogni giorno come possano spuntare violenze,
incomprensioni, e anche solo solitudini.
Ma, caspita, se a qualcuno vien fatto di dirti “ti amo bene”!

Avrei voluto rispondere “a piccola richiesta”?
No.
Che poi l’inciampo sarebbe lo stesso.

È “a buona richiesta” perciò che rispondo:
richiesta di amici, richiesta di me.
Scriveva Enzo Biagi che le verità che contano, i grandi princìpi,
se guardi bene restano sempre due o tre,
quelli che ti hanno insegnato da bambino:
a me la sintonia tra credere e agire,
e la convinzione che le parole possano, debbano, vogliano
aprire finestre, anziché chiuderle.

Per questo sono qui.

 

Pubblicato da annalisa pardini

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4 Risposte da “Ti amo bene”

  1. Mario Dice:

    Grazie, Annalisa!

  2. Alessandro Dice:

    Aprire finestre. Immagine bellissima.
    “E cortesia fu esser villano” evocava lo slam, difensivo, contro un ventaccio inopportuno. Ora la tempesta è passata, e quella finestra si può riaprire.
    Con il “ti amo bene”, poi, c’è da sorridere :-)
    Anche le finestre, del resto, son fatte per essere ribàltàte.
    Grazie, Annalisa

  3. annalisa pardini Dice:

    Grazie a te, Mario, anche dello sprone :)

  4. annalisa pardini Dice:

    Ale, anta a ribalta: le mie preferite ;) Grazie a te!

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