Confessioni e scaramanzia

Ci sono libri che dovrei leggere e che probabilmente mi renderebbero una persona migliore.
I motivi per i quali non lo faccio variano stagionalmente e in modo più puntuale del cambio degli armadi.
Settembre è il mese in cui tutto ricomincia e anche se ho lasciato la scuola da un pezzo, quello resta il momento in cui i libri si comprano, si rivestono, e si parcheggiano su una mensola accanto a penne e quaderni nuovi.
Dicembre è il mese dei regali, che faccio agli altri e pure un po’ a me, per essere sicura che oltre alle ricette di Benedetta, sotto l’albero troverò anche qualche titolo veramente figo.
A marzo non vedo l’ora di scrollarmi di dosso l’umido e le calze di lana e in cuor mio preracconto pomeriggi tiepidi a leggere sulle panchine del parco giochi, sorda al chiacchiericcio e agli schiamazzi dei bambini.
Maggio è fatto per camminare e annusare l’aria.
Luglio produce riviste gonfie di shampoo, borse da mare e creme che assicurano l’eterna gaiezza.
E quando poi, come in questi giorni, mi ritrovo a far rimbalzare lo sguardo ebete tra la traboccante libreria e l’ultima pagina del calendario, faccio spallucce al vento e mi consolo “In fondo sono lì e nessuno può portarmeli via. Alla prima gamba che mi rompo recupero”.

 

Pubblicato da bianca

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