Sì, la vita è tutta un ritm!

dicembre 8th, 2014

 

Respiriamo, camminiamo, facciamo l’amore a un ritmo.
Il nostro. Pronto a sincronizzarsi, in un innato impulso,
col bioritmo dell’altro.
Così scorre la vita, e i momenti
più belli che ricordiamo sono quelli in armonia.

Ma capita che fretta, impegni, ostinazione
dissonino e dividano: isolati, osserviamo modi e tempi altrui
con distacco

Non c’è un unico tempo: ci sono molti nastri
che paralleli slittano
spesso in senso contrario e raramente
s’intersecano.

Quest’immagine evocata da Montale
dà corpo all’idea della solitudine, in quel mancato intrecciarsi
di nastri, che poi è come dire mani.

Invece noi le mani e le menti le vogliamo intrecciare,
e lo facciamo grazie a Elia Perboni e Palestra
con cui ci alleniamo a usare il ritmo come chiave di armonia e benessere.

E quando lo facciamo? Iniziamo sabato 13 dicembre,
nel corso R&B, Ritmo & Business,
e da lì in poi, speriamo, sempre :D

 

P.S. Intrecceremo anche suoni e voci
in un esperimento inedito con HLVS, Palestra Social Band.
Porta il tuo strumento, la tua voce, la tua voglia di partecipare:
ti aspettiamo!

R&B, Ritmo & Business
9,00 – 17,30
Biblioteca di Sesto San Giovanni,
via Dante 9
modulo d’iscrizione
info
 – cell: 339 4472607

 

Pubblicato da annalisa pardini

Confessioni e scaramanzia

dicembre 6th, 2014

Ci sono libri che dovrei leggere e che probabilmente mi renderebbero una persona migliore.
I motivi per i quali non lo faccio variano stagionalmente e in modo più puntuale del cambio degli armadi.
Settembre è il mese in cui tutto ricomincia e anche se ho lasciato la scuola da un pezzo, quello resta il momento in cui i libri si comprano, si rivestono, e si parcheggiano su una mensola accanto a penne e quaderni nuovi.
Dicembre è il mese dei regali, che faccio agli altri e pure un po’ a me, per essere sicura che oltre alle ricette di Benedetta, sotto l’albero troverò anche qualche titolo veramente figo.
A marzo non vedo l’ora di scrollarmi di dosso l’umido e le calze di lana e in cuor mio preracconto pomeriggi tiepidi a leggere sulle panchine del parco giochi, sorda al chiacchiericcio e agli schiamazzi dei bambini.
Maggio è fatto per camminare e annusare l’aria.
Luglio produce riviste gonfie di shampoo, borse da mare e creme che assicurano l’eterna gaiezza.
E quando poi, come in questi giorni, mi ritrovo a far rimbalzare lo sguardo ebete tra la traboccante libreria e l’ultima pagina del calendario, faccio spallucce al vento e mi consolo “In fondo sono lì e nessuno può portarmeli via. Alla prima gamba che mi rompo recupero”.

 

Pubblicato da bianca

E che benessere sia!

novembre 30th, 2014

È così: ci sono persone che ti fanno sentire a casa,
subito, anche se su trenta ne conosci tre,
anche se arrivi dopo, tardi, trafelata, pant pant!, eccomi, scusate,
e niente: in un battibaleno ci sei, lì, nel gruppo,
con le tue valenze pronte a intrecciarsi
con quelle dei compartecipanti,
e nasce quell’elettricità, buona, fruttifera,
che porta lontano.

Alessandro e Paolo son così:
creano contesti gioiosi, dove prendere e portare conoscenza è armonia.
E si vede bene negli open di Palestra,
come nello scorso, dedicato all’umorismo,
e in quelli che son venuti e verranno.

Il prossimo è il 13 dicembre, e siccome il benessere ha un suo ritmo,
ché tutta la vita è ritmo (e la scrittura pure),
provarlo con loro e le buone frequenze di Elia Perboni
è anche un modo per star meglio con sé, e gli altri.

Pubblicato da annalisa pardini

Quanto basta?

novembre 20th, 2014

Di umorismo abbiam scritto e approfondiremo,
ché l’uso non ordinario oggetto del nostro studio apre mille direzioni:
quelle in cui ribaltare situazioni spinose grazie a comportamenti inusuali
e costruttivi aiuta.

Aiuta chi?
Aiuta tutti a scrivere nuove grammatiche dello stare insieme
nei luoghi di lavoro, soprattutto, e non solo.

Lo proviamo nel corso open di Palestra
dopodomani, sabato 22 novembre, a Sesto San Giovanni.

Sei dei nostri?  :D

Pubblicato da annalisa pardini

A Milano per parlare di politiche sociali

novembre 19th, 2014

Il prossimo 4 dicembre si svolgerà a Milano la Conferenza Internazionale sui temi dell’innovazione sociale e dell’evoluzione della sussidiarietà nelle politiche sociali, organizzata dalla Provincia di Milano e destinata ad educatori, terapisti, sociologi, medici,  insegnanti, mediatori,infermieri… Insomma a molti degli amici di questo blog!

La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria, trovate tutti i dettagli su la mia provincia online.

Pubblicato da bianca

E pioggia fu

novembre 18th, 2014

Cascano al contrario, a volte, i fatti. Cascano a pianta anziché a fagiolo. Cascano già fatti, nel senso di compiuti e pronti a fruttificare. E tu hai poco da star lì a curar la fioritura, se son cavoli, e di solito lo sono, vengon su da soli e a te non resta che mangiarli a merenda, pranzo e cena.
Dico, intendo dire, che non c’è proprio modo di evitare che accada. Non ci sono precauzioni che puoi prendere.
La vita accade, anzi penso che accada di più quando non le prestiamo molta attenzione.
Certo accadde inattesa e maldestra il 4 novembre del 1966.
Quel giorno il fatto fu che l’acqua si precipitò giù dal cielo in corsa e a schianto.
Venne giù che parevan cisterne issate apposta sulle nuvole per far gavettoni da spaventare anche i morti.
Venne giù, m’hanno raccontato, soprattutto lì a Firenze, e s’allettò nell’Arno finché poté.
Quando poi non ci furon più né trippa per gatti, né santi a cui votarsi, quando insomma la misura di quel poveretto d’un fiume fu bell’e colma, l’Arno vomitò. Giuro, diede di stomaco e riversò acqua e viscere per tutta la città.
Ed è così che apparve Firenze il giorno dopo, ai vivi.
Con l’aspetto di un posto in cui la furia iraconda di un fiume, che ne aveva le sponde piene, aveva tramutato le strade in corsi liquidi, melmosi e fetidi.
Tra i tanti che ci lasciarono penne e pelle, vi furono libri a mucchi e opere d’arte a palate.
Si dice che l’umanità perse quel giorno atri e ventricoli, pezzi di cuore che pure a rifarli pari pari, non son mai più stati gli stessi.
Accadde però pure, quel vomitoso giorno, che i libri e l’arte, per loro natura creati per salvar la vita agli uomini, furono dagli uomini salvati.
Era tutto un passamano, un passaparola e un passatempo. Che insomma non passò proprio alla svelta, però fu speso a rimetter dritto un fatto, che come ti dicevo, capitò a sproposito ma ricordò agli uomini cos’è che li fa tali: la capacità di credere caparbiamente, da ottimisti o grulli, che nonostante si abbia origine e destino nella più grigia polvere, si possa lasciar traccia di sé nell’universo incurante e avverso.

(Ricordate che il 28 novembre scade il concorso caratteri di donna 2014)

Pubblicato da bianca

leggerezza del classico

novembre 16th, 2014

Tragedie. Poemi epici. Trattati filosofici. Storiografia. Tutta roba da tradurre, interpretare, spiegare. Dal greco e dal latino.

Pesantezza. Del liceo classico. Cioè vecchiezza, vecchitudine, superatezza, archeologicità, passatismo, lentezza.

Ma noi, questo nostro mondo, siamo per il futuro, per la velocità, l’immediatezza, la gioventù. Detto così, sembra un rifacimento del Manifesto del Futurismo…

E un elogio funebre della scuola, il classico, che è stato considerato per decenni il top del sistema formativo italiano.

Una scuola che, dati alla mano, negli ultimi anni vede un calo di iscrizioni, a favore del più semplice (nell’immaginario) scientifico, magari depurato proprio del latino.

Bene. Sono sicuro che adesso, chi legge si aspetta un “ma”, una svolta, che spieghi perché invece non è così. E il lettore non si può deludere…

Perché, al netto della pesantezza (ripetitività, formalismo, noia) che alcuni docenti ci mettono, ci sono, negli studi classici, tratti di modernità assoluta.

Alcuni esempi, tra i tanti, di quello che si può trovare: capacità di far vedere quello che agli occhi sfugge; sapienza nell’uso della narrazione; combinazione di linguaggio analogico e digitale, cioè di materia e pensiero.

Entrare nel mondo del classico attraverso le due lingue, il greco e il latino, è un modo per acquisire nel profondo gli strumenti che ci permettono di navigare tra i due poli della modernità, fatta del peso delle cose e della evanescenza dell’astrazione, della pesantezza dell’hardware e della impalpabilità del software.

Certo, occorre che anche il nostro approccio sia altrettanto giocato tra pesantezza e leggerezza: tradurre per tradurre, sapere le declinazioni per sapere le declinazioni è pesantezza pura, inutilità pura. Bisogna far leggere per far capire, per far godere, magari tutti insieme, insegnanti e studenti. Non c’è nulla di più erotico che leggere insieme, capire insieme i classici.

Si può fare oggi anche più di ieri: utilizzando, per tradurre, strumenti informatici (ad esempio il sito americano www.perseus.tufts.edu), utilizzando strategie cooperative, giocando con la lingua, leggendo anche testi divertenti, umoristici (autentici, non invenzioni moderne!).

Il serissimo Seneca, per esempio, è quello che mette in bocca all’imperatore Claudio, in punto di morte, queste ultime parole famose: “Vae, puto, me totum concacavi!” (“Oh oh, mi pare di essermela fatta addosso”).

Petronio è quello che ci racconta la storia della matrona di Efeso, che amava talmente il marito che, alla sua morte, volle essere chiusa nella tomba ipogea insieme a lui. Salvo cedere alla fine alle offerte della guardia del cimitero. Offerte di cibo. Ma non solo di cibo…

Per non dire di quel ragazzaccio di Aristofane, che nelle Donne al parlamento, fa loro decidere che le donne possano andare a letto con chiunque vogliano e che gli uomini, per poter “giacere” con una bella, debbano anche andare con quelle brutte.

Sì, poi si può, e si deve, leggere anche altro, che parla di morte, di dolore, di fatica: ma se l’approccio è all’insegna della cooperazione, della condivisione, dell’impiego degli strumenti anche tecnologici della modernità, tutto si fa più (ripeto) leggero. E quindi anche più profondo. Alla fine, terribilmente attuale.

Perché, anche oggi, come scriveva il commediografo latino Publio Terenzio Afro (un immigrato africano a Roma): “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”: sono un essere umano e nulla di ciò che riguarda l’essere umano mi è estraneo. E notare quante parole in più ci servono in italiano…

 

 

 

 

 

Pubblicato da lorenzo

Gentilezza, bonjour!

novembre 13th, 2014

Il 13 Novembre si celebra la “Giornata Mondiale della Gentilezza”.

“La gentilezza, come un virus, coinvolge chiunque ne venga a contatto. Il 13 novembre è l’occasione perfetta per diffonderla”.

E’ questo uno degli slogan scelti per lanciare la Giornata Mondiale della Gentilezza, che dal 2000 si celebra anche Italia, come in molti altri Paesi del mondo “come senso civico, vale a dire rispetto per le regole e solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno”.

Una data scelta non a caso, ma che coincide con la giornata d’apertura della Conferenza del ‘World Kindness Movement’, tenutasi a Tokyo nel 1997, che si era chiusa con la firma della “Dichiarazione della Gentilezza”.

Obiettivo della Giornata è coinvolgere il maggior numero di persone nell’ondata di gentilezza, per  “guardare oltre noi stessi, oltre i confini dei diversi paesi, oltre le nostre culture, etnie e religioni…  renderci conto che siamo cittadini del mondo e che, in quanto tali, abbiamo spazi e presenze da condividere, abbiamo dei luoghi pubblici da curare, degli animali da proteggere, un sistema da conservare e uomini da accogliere e valorizzare”.  “Se vogliamo dare avvio a un miglioramento, se vogliamo raggiungere l’obiettivo di una coesistenza non solo pacifica ma anche di crescita, dobbiamo focalizzare la nostra attenzione e le nostre cure su quello che abbiamo in comune. Solo così possiamo essere parte di un mondo migliore”

Come suggerisce l’evento di Londra: sette giorni di buone azioni, nei confronti di un amico, di un collega, di uno sconosciuto. C’è sempre un destinatario diverso. O ancora come negli Usa, dove alcuni Stati hanno promosso acquisti solidali per i meno fortunati.

O ancora come dimostra, con le sue iniziative benefiche, la Barilla, a cui è stato assegnato il premio Gentilezza 2014.

“Essere gentili significa mostrare attenzione nei confronti degli altri e di tutto il mondo che ci circonda, dell’ambiente, degli animali. È un’apertura all’esterno, in contrapposizione all’individualismo e all’arroganza che spesso contraddistinguono il nostro tempo” spiega Cristina Milani, fondatrice della onlus Gentletude e vicepresidente del «Movimento mondiale per la gentilezza»

Attenzione, appunto. E pazienza. Forse è questa la definizione migliore di gentilezza oggi  “Se manteniamo la calma, siamo più lucidi, ci arrabbiamo meno, la serotonina resta alta e viviamo felici. La chiave è quella. Ma talvolta è così vicina al nostro naso che non riusciamo a vederla”.

A ricordarcelo ci sono anche i dieci comandamenti della cortesia moderna  e il manifesto della gentilezza hi-tech fra vecchi, ma sempreverdi adagi, e nuove stringenti necessità prodotte dal boom dei social network.

Lia Giovanelli

Pubblicato da Magia della Scrittura

Caratteri di donna 2014/2015

novembre 10th, 2014

Scrivo di vite che avrei vissuto se avessi aperto altre porte, se avessi cambiato strada, se fossi nata grassa o molto bella.
Scrivo di vite che accadono in case che non ho abitato, con lampadari che non avrei scelto e frigoriferi ronzanti proprio come il mio.
Racconto di uomini che ho incontrato ma che se avessi avuto un altro cuore, gambe lunghe e un’infanzia felice, forse, avrei amato.
Scrivo di giorni accaduti ad altri, di cuori spezzati a parole, di letti immaginati per vanto.
Scrivo per vivere di più, per amare di più, per allenarmi a morire. Scrivo, devi credermi, perché sento che non mi basterà, il tempo che mi è dato. Questo è il mio carattere di donna, questi alcuni dei miei perchè.

E voi? Scrivete? Perchè? Non ditemi che lo fate per voi. Lo so che lo fate per me. Per i miei occhi di lettrice che hanno bisogno di posarsi su racconti che diano nutrimento.

Il 28 novembre scadono i termini per partecipare a Caratteri di donna  “Concorso letterario per Donne che raccontano per Passione”. L’iniziativa di scrittura al femminile promossa dall’Assessorato alle Pari Opportunità in collaborazione con la Consigliera di Parità della Provincia di Pavia e il Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Pavia e con il contributo della Palestra della Scrittura, è ormai alla sua 11esima edizione e quest’anno propone il tema “Nutrire il corpo, nutrire l’anima“.

Sono invitate a partecipare tutte le donne italiane o straniere che scrivono per passione (non per professione) e che hanno compiuto 16 anni.

Quindi apettano noi. Siamo pronte? Sì.

E’ una vita che siamo pronte.

Pubblicato da bianca

Rompere gli schemi

ottobre 30th, 2014

A Milano, l’8 novembre, con Budo e Business.

Qui le informazioni.

Pubblicato da annalisa pardini