Articoli marcati con tag ‘creatività’

Progetti per sabato?!

lunedì, settembre 1st, 2014

 

Ne abbiam parlato qui
e certo siam d’accordo: aprirsi alla formazione
è un gran bel dono! che tu lo regali a te o a chi ti sta a cuore,
liberi talenti e desideri.

Sabato 6 settembre, alla biblioteca di Sesto San Giovanni,
Palestra organizza un pomeriggio di performances interattive
per illustrare appunto il Progetto Corsi Open:

vieni?  :)

 

 

Pubblicato da annalisa pardini

Welkɘm!

mercoledì, gennaio 16th, 2013

 

Welkɘm tɘ thɘ Spel Az Yuu Prɘnawns Yuunɘvɘrsɘl praajekt
così ti accoglie il sito Saypu,
congegnato da Jabber Jabbour, ex-banchiere di origine siriana
che ha ideato un modo per tradurre frasi di vari idiomi
(l’italiano per ora manca) in una lingua fonetica,
scritta cioè così come si pronuncia:
un alfabeto standard di 24 caratteri capaci di rendere l’esatta pronuncia
a chi non maneggia una lingua alla perfezione
e incontrerebbe dunque problemi nell’essere compreso.

Dice l’ideatore in un’intervista a un’emittente russa
che se, per esempio, volessimo tradurre una frase
dalla nostra lingua madre al tedesco, e questo ci fosse ignoto,
potremmo ricorrere prima a un traduttore online, per poi inserire
la traduzione nel sito Saypu, che ci restituirà l’esatta pronuncia
e ci renderà così comprensibili all’interlocutore.

And I think by doing that there’ll be more people
learning and speaking foreign languages.
And hopefully thanks to that we’ll have more harmonious
and peaceful world.

Mr. Jabbour, non potendo contare sulle traduzioni pedestri
di pieraccioniana memoria, la sua idea speriamo davvero contribuirà
a rendere il mondo più armonioso e in pace,
sow, fɘrst ɘv ol, thank yuu sow mɘtsh  ;)

 

Pubblicato da annalisa pardini

Lo Smontalibri

domenica, aprile 22nd, 2012

Prendi una storia proposta da uno scrittore, falla a pezzi e reinventala con immagini, suoni e perfino nuove pagine.

È l’insolito compito degli studenti che partecipano a Lo Smontalibri, l’iniziativa ideata da Roberto Ippolito e Giorgio Nisini, con il sostegno di Consorzio biblioteche di Viterbo, Provincia di Viterbo, Fondazione Carivit, volta a stimolare la lettura e la creatività dei ragazzi delle scuole superiori.

Un modo particolare per tuffarsi in un testo e impadronirsene fino a ricavare un prodotto creativo nuovo, senza vincoli di contenuti e di tecnica: Dacia Maraini trasformata in una canzone, Chiara Gamberale diventata un menu, Ivan Cotroneo rimbalzato in un video, Marco Lodoli usato per un album di foto.

La manifestazione ha tre finalità: promozione della lettura, riflessione sui significati ricavabili da un testo, stimolo alla creatività con la ricerca di approcci alternativi alla narrazione.

L’appuntamento finale è previsto per il prossimo 4 maggio all’Auditorium dell’Università della Tuscia di Viterbo.

il video di presentazione
il sito dell’iniziativa

Pubblicato da Silvia

Prossima fermata: Corsico

giovedì, giugno 17th, 2010

Che ci saremmo andati, era scritto. Così, siam pronti!

A vedere, toccare, ascoltare e persino assaggiare (complice un micro birrificio).
A vivere insomma, in e con tutti i sensi, quest’opera d’arte totale.
E non s’indignino i wagneriani… si fa quel che si può ;-)

Gli ospiti son vari. Tra quelli d’onore, campeggia Roberto Amadé.
Al suo canto d’autore, un augurio dedicato

Che siate musici o meno, la sonata non cambia:
MusiCamp vi aspetta a braccia aperte!

Pubblicato da Franco

Cucine e caròle

martedì, aprile 20th, 2010

Scorro la mail di un’amica,
arrivo a un blog che non conoscevo
penso a quest’altro, che abitualmente leggo,
confronto due spot di cucine,
come suggerisce il primo post.

Rifletto sul testo della cucina italiana,
tanto goffo da risultare grottesco,
e, paralleli con voce borotalcata toni pastello
arie da carillon a parte, il testo, proprio lui,
deprime.
A parlare è una donna in dolci caròle:

Lo immaginavo moro... e ho sposato un uomo biondo
...
Immaginavo una vita in città... e vivo in campagna
...
Immaginavo una figlia ballerina... e ho avuto due maschietti
...
Immaginavo di cantare... e ho studiato Legge
...
Immaginavo di realizzare tutti i miei sogni...
ed è stato così...
Per il tuo progetto,
scegli una cucina che ne faccia parte!

(sic)

Liberissimi di cambiare idea cammin facendo,
ma dei progetti iniziali di questa donna
non rimane traccia, se non per beffarda antitesi
(climax  imperdibile quando, leggiadra, accarezza
l’idea della bambina ballerina,
ed estrae dal borsone scarpe da calcio grondanti mota).

Ecco che l’idea di associare la cucina al progetto,
quando il progetto è platealmente disatteso
(mica convince l’ammissione finale, in aria soavemente beota)
par peregrina.

La cucina dovrebbe far parte del tuo progetto:
quale?
Il progetto passato è affossato,
il presente non ha alcuna apertura sul futuro
(dunque, semmai, perché progetto?)
a partire dai tempi verbali in cui resta, casomai,
la neanche troppo implicita algia del confronto col passato.
E allora?

Giganteggia l’ipotesi
che il claim sia un invito
a rimanere coi piedi per terra e circoscriversi:
sognare sogni sognabili.
Cucina = frustrazione
è l’improvvida conclusione.

Pubblicato da annalisa pardini

A palco aperto

domenica, aprile 11th, 2010

 

C’è un treno dei desideri
che può anche non partire, fisicamente,
ché tanto si sa che il vero viaggio è quello del cuore.

C’è un capannone
che è diventato arte, e laboratorio per l’arte,
ché la creatività in ogni forma possa trovarvi espressione.

C’è un concerto con palco aperto,
aperto a tutti i musicisti attivi sui social network:
si chiama MusiCamp
ed è un BarCamp dedicato alla Musica e al Web 2.0.

C’è che noi ci si va.
Il 19 giugno a Corsico,
presso l’Associazione Culturale Gheroartè.

Pubblicato da annalisa pardini

Ritorno a B@bele

mercoledì, marzo 10th, 2010

Partirò da qui (benvenuto Claudio…) per ripercorrere la storia di certi pellegrini giunti nella piana di Sennaar.
Usarono parole e non pietre.
Non colsero il nesso… e cossero mattoni. Ma i mattoni son mattoni, non pietre.
Irregolari, spigolose, pericolosamente variegate, difficili da trattare.
I primi li foggi come vuoi, le seconde le trovi come sono…
Farci qualcosa sarebbe stato sfidante davvero! Scegliere scorciatoie, fu offensivo. Per questo vennero puniti, non per superbia loro o paura d’Alt(r)i.

Pietre come parole, insidiose ma benedette, se ben lavorate.
E intanto c’è chi si muove per – Torre alle spalle – in qualche modo, ri-comprenderci tutti.

Pubblicato da Franco

Ci può sempre essere un principe

lunedì, novembre 16th, 2009

dietro al rospo,
come nelle favole. 

E un po’ principe quest’idea lo è davvero,
capace com’è di entrare nella fantasia di chi,
passeggiando per San Martino in Strada,
ha trovato quelle sagome di rospi dappertutto.

Il 4 novembre, dopo un susseguirsi di invasioni che hanno colonizzato
prima strade, poi bacheche, giornali, Facebook
e infine cassette delle poste,
il Consiglio Comunale ha avvisato
che si sarebbe occupato del misterioso caso dei rospi.
Il successivo disvelamento ha dato il via alla seconda fase,
quella in cui sono i cittadini a sputare i rospi
“per dire quello che secondo te in questo paese proprio non va
e quello che vorresti veder realizzato […]
qualunque cosa ti passi per la testa
e che vorresti segnalare all’Amministrazione Comunale”.

Una campagna teaser per richiamare l’attenzione delle persone
verso l’amministrazione comunale, e per far sì che tutte le lamentele
e i desideri che solitamente passano di bocca in bocca
diventino materiale su cui ragionare e costruire insieme.

Altro che “mazzo così”.

Pubblicato da annalisa pardini

La vita non è in rima

lunedì, ottobre 5th, 2009

«Senti: a te io mi fido tutto,
tu mi comprendi a bastanza
e però non credere che la mia infelicità stia sulle nuvole,
e ch’io vada per la via delle rose…
Non crederlo: mi giudicherai male […].» 

Con queste righe Pirandello appena diciannovenne
inizia a scrivere alla sorella Lina
una lettera in cui sfoga la propria amarezza:

«La meditazione è l’abisso nero,
popolato di foschi fantasmi,
custodito dallo sconforto disperato […]
la vita sembra un’enorme pupazzata.» 

Questo scritto mi è venuto in mente leggendo
Acqua e cenere, il romanzo di Chiara Lucchini.

Le ragioni del mio accostamento
sono di natura concettuale e formale: ad esempio
la spaventata consapevolezza dell’esistere,
la necessità mistificatoria delle illusioni,
la ricerca spasmodica di una coerenza che spieghi il perché,
la disincantata rassegnazione di fronte alla latitanza della verità.
L’asciuttezza della prosa, che non lascia scampo,
e morde l’essenza delle cose. 

Sono però altri gli autori
cui fa esplicito riferimento il romanzo.
Ma non ci si aspetti letteratura:
in Acqua e cenere l’assoluta protagonista
è la vita.

Pubblicato da annalisa pardini

La metamorfosi di un libro

mercoledì, maggio 6th, 2009
Siamo in viaggio da sempre qui dove niente si crea né si distrugge, tra realtà illusorie e infinite metamorfosi. (Metamorfosi, Kafka)

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione […] (Incipit, Moby Dick)
Moby Dick è un romanzo pubblicato nel 1851 dallo scrittore americano Herman Melville, un libro che vive e che si arricchisce con il passare del tempo.
Tutto ha avuto inizio nel novembre del 2007 quando a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica, andò in scena Moby Dick – il reading. Insieme ad Alessandro Baricco salirono sul palco Paolo Rossi, Stefano Benni e Clive Russel che diedero voce alla scrittura di Melville.
Dopo quasi due anni ecco un altra metamorfosi: Baricco e Meandri ri-scompongono l’architettura del libro con l’obiettivo di restituire al lettore il privilegio di leggere, ascoltare, gustare insieme scene, eventi e dialoghi attraverso un differente uso del linguaggio. Un testo che vive ritmato dalla punteggiatura e dalle parole.
Il libro “Tre scene da Moby Dick” tradotte e commentate da Alessandro Baricco con Ilario Meandri uscirà domani in libreria.

Baricco e le scene da Moby Dick – Repubblica.tv

Pubblicato da Chiara