Articoli marcati con tag ‘donne’

“Robine” da niente…

lunedì, luglio 19th, 2010

Jasvinder Sanghera è una donna. Anche Robina lo era… prima di spegnersi la vita, bruciandosi viva. Jasvinder e Robina erano sorelle.
“Ieri” Jasvinder ha fondato un sito, oggi esce il suo libro. E “domani”?
Domani, speriamo di coglierne i frutti, quelli maturi… (ri)gettando i marci.

(PALIN)GENESI

Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole… (Gn 2,21)

Tra le definizioni di costola, si legge “…di coltello od oggetti simili, la parte opposta al taglio”.
La donna viene a comporre la ferita (mortale) inferta all’uomo, lo salva, gli rende la vita.
L’uomo che non la rispetti, rinnega se stesso. E’ proprio egli a dichiarare:

“Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa…”

(Gn 2,23)

Dirò di più: l’uomo, solo, non è che cenere.

Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo… (Gn 2,7)

E ciò, spero, con buona pace d’ogni esegeta…

EDEN

Cuba è un giardino incantevole. Ci ho visto lavorare il tabacco (il migliore al mondo).
Una volta raccolte, le foglie vengono essiccate. Le si fa fermentare e, una volta umidificate, le si avvia alla lavorazione vera e propria: diverranno puros!
Prima dell’arrotolatura, tuttavia, vengono private della nervatura centrale. Si incide, si amputa e la si getta via. Al processo, non serve più.
Questo rito si chiama scostolatura… ma parliamo di sigari!

Pubblicato da Franco

Cucine e caròle

martedì, aprile 20th, 2010

Scorro la mail di un’amica,
arrivo a un blog che non conoscevo
penso a quest’altro, che abitualmente leggo,
confronto due spot di cucine,
come suggerisce il primo post.

Rifletto sul testo della cucina italiana,
tanto goffo da risultare grottesco,
e, paralleli con voce borotalcata toni pastello
arie da carillon a parte, il testo, proprio lui,
deprime.
A parlare è una donna in dolci caròle:

Lo immaginavo moro... e ho sposato un uomo biondo
...
Immaginavo una vita in città... e vivo in campagna
...
Immaginavo una figlia ballerina... e ho avuto due maschietti
...
Immaginavo di cantare... e ho studiato Legge
...
Immaginavo di realizzare tutti i miei sogni...
ed è stato così...
Per il tuo progetto,
scegli una cucina che ne faccia parte!

(sic)

Liberissimi di cambiare idea cammin facendo,
ma dei progetti iniziali di questa donna
non rimane traccia, se non per beffarda antitesi
(climax  imperdibile quando, leggiadra, accarezza
l’idea della bambina ballerina,
ed estrae dal borsone scarpe da calcio grondanti mota).

Ecco che l’idea di associare la cucina al progetto,
quando il progetto è platealmente disatteso
(mica convince l’ammissione finale, in aria soavemente beota)
par peregrina.

La cucina dovrebbe far parte del tuo progetto:
quale?
Il progetto passato è affossato,
il presente non ha alcuna apertura sul futuro
(dunque, semmai, perché progetto?)
a partire dai tempi verbali in cui resta, casomai,
la neanche troppo implicita algia del confronto col passato.
E allora?

Giganteggia l’ipotesi
che il claim sia un invito
a rimanere coi piedi per terra e circoscriversi:
sognare sogni sognabili.
Cucina = frustrazione
è l’improvvida conclusione.

Pubblicato da Annalisa

Lingua sessuata

domenica, febbraio 14th, 2010

Toccare la lingua è come toccare la persona stessa.

Non alludo all’organo
ma all’idioma,
e traggo la frase dalle Raccomandazioni per un uso non sessista
della lingua italiana, di Alma Sabatini.

Le Raccomandazioni fanno parte di un più ampio studio,
Il sessismo nella lingua italiana, elaborato
per la Presidenza del Consiglio dei ministri
e per la Commissione per la Parità e le Pari opportunità
tra uomo e donna.

Correva l’anno 1987.

Lo scopo di queste raccomandazioni è di suggerire alternative
compatibili con il sistema della lingua
per evitare alcune forme sessiste della lingua italiana,
almeno quelle più suscettibili di cambiamento.
Il fine minimo che ci si propone è di dare visibilità linguistica alle donne
e pari valore linguistico a termini riferiti al sesso femminile.

Il fine minimo mi impressiona.
Mi impressiona tanto più pensando all’oggi,
come spesso accade tra queste pagine.

Cari candidati, care candidate
- leggo poi nella petizione on line ora promossa
dal Gruppo di studio Genere, lingua e politiche linguistiche -
vi proponiamo di riflettere sugli slogan e il linguaggio
che utilizzerete in campagna elettorale,
oltre che sulle politiche che proporrete e vi impegnerete a realizzare.
Il linguaggio non comunica solo un contenuto
ma rivela anche il modo di vedere la realtà,
e crediamo che non desideriate fraintendimenti da parte di chi vi voterà.
Vi chiediamo quindi rinnovare il vostro modo di rivolgervi all’elettorato
riferendovi esplicitamente anche alle donne e non solo agli uomini:
cominciate a parlare a elettori ed elettrici,
a scrivere a cittadini e cittadine,
a invitare persone e non più solo uomini.
Le donne non stanno più fuori della porta del seggio elettorale:
anzi, partecipano sempre più alla vita pubblica
e proprio per questo la loro presenza deve essere resa visibile
anche attraverso il linguaggio
[...]

Leggo, ricordo, firmo.

Pubblicato da Annalisa

Parole segrete

domenica, febbraio 7th, 2010

 

Non solo quelle custodite nei recessi dei potenti
e degli intimi,
e neppure le intonate nei conviti di ogni età,
lì a ricreare universi paralleli
d’arte e bellezza. 

Parole antiche centinaia di anni,
nate in Cina da donne analfabete,
nate come lingua della sopravvivenza
e diventate espressione di libertà:
Nushu,
linguaggio delle donne,
là dove la tradizione voleva fosse loro impedita ogni formazione,
ed essere lasciate in vita spesso era già il dono. 

Il 14 febbraio, quando da noi si martorierà San Valentino,
per il calendario lunare-solare cinese
sarà capodanno
e la più diffusa tivù privata della Cina trasmetterà
una leggenda:
pare che il primo manifesto anti-maschilista
dell’umanità sia stato scritto in Nushu
e racconti il dolore di una contadina che,
destinata suo malgrado al primo imperatore della dinastia Song,
ideò quella lingua per denunciare
“il dolore che mi impicca”
ma non smarrire  il contatto con la vita… 

Donne e imperatori, donne e uomini.
Allora, come ora, legate a un filo: un gesto, una parola,
un diniego.
Mai semplicemente donne innamorate.

Pubblicato da Annalisa

Femminile, plurale

martedì, dicembre 1st, 2009

Le donne – come gli uomini, ma per altri versi -
stanno vivendo una fase di assestamento.
Tanta sociologia, psicologia e studi sistematici
ne indagano le mutazioni o gli eterni ritorni,
con risultati evidentemente transitori:
quando sembra di aver appena fatto un passo avanti
ci si ritrova daccapo col culo per terra,
nelle esternazioni del potente di turno
come nelle gravi deviazioni
di cui pullulano le cronache. 

Costrette a spronarci per tornare in piazza
a far sentire la nostra voce (e già tornare
significa che si è fatto presto a dimenticare?)
da una parte,
dall’altra ben piantate sul cadreghino
della falsa maestosità (per chi non lo avesse visto,
questo documentario offre l’intelligenza della sintesi),
capita ancora di dover arrancare
in materia di dignità

#

Poi ci sono realtà dove il discorso cambia,
e il genere è uno dei motivi per incontrarsi, sì,
ma a gioire della propria bravura.
DonnaèWeb è una di queste,
e già nel nome racchiude le proprie ragioni e fierezze:
far incontrare donne che intrecciano identità e professione
con il web.

Già alla sesta edizione, il concorso
accompagna a conoscere le realtà imprenditoriali femminili
che nascono e si sviluppano in rete.
Gli scorsi anni sono state premiate autrici di siti di e-commerce,
marketing sperimentale, turismo, giornalismo d’inchiesta, spazi sociali,
web radio e tv pubbliche, community e social network,
antipedofilia, esplicativi sull’anoressia,
incentrati sul rapporto cittadini/enti,
e poi siti di personaggi e di idee.

Anche quest’anno le finaliste si ritrovano
a Viareggio, il 5 dicembre,
per la cerimonia di assegnazione DonnaèWeb 2009.

 

 

Pubblicato da Annalisa

La vita non è in rima

lunedì, ottobre 5th, 2009

«Senti: a te io mi fido tutto,
tu mi comprendi a bastanza
e però non credere che la mia infelicità stia sulle nuvole,
e ch’io vada per la via delle rose…
Non crederlo: mi giudicherai male [...].» 

Con queste righe Pirandello appena diciannovenne
inizia a scrivere alla sorella Lina
una lettera in cui sfoga la propria amarezza:

«La meditazione è l’abisso nero,
popolato di foschi fantasmi,
custodito dallo sconforto disperato [...]
la vita sembra un’enorme pupazzata.» 

Questo scritto mi è venuto in mente leggendo
Acqua e cenere, il romanzo di Chiara Lucchini.

Le ragioni del mio accostamento
sono di natura concettuale e formale: ad esempio
la spaventata consapevolezza dell’esistere,
la necessità mistificatoria delle illusioni,
la ricerca spasmodica di una coerenza che spieghi il perché,
la disincantata rassegnazione di fronte alla latitanza della verità.
L’asciuttezza della prosa, che non lascia scampo,
e morde l’essenza delle cose. 

Sono però altri gli autori
cui fa esplicito riferimento il romanzo.
Ma non ci si aspetti letteratura:
in Acqua e cenere l’assoluta protagonista
è la vita.

Pubblicato da Annalisa

Dignità

martedì, settembre 22nd, 2009

“Condizione di onorabilità e di nobiltà morale
che deriva all’essere umano dalle sue qualità intrinseche
o da meriti particolari;
il rispetto che per tale condizione si ha di sé
e si esige dagli altri”.

Questa la definizione sul dizionario De Mauro
alla voce dignità.
Mento, ma solo di un po’:
ho inserito essere umano al posto di uomo.

Che sia “solo di un po’”, poi, è da valutare,
ma qui, ora, non sollevo una questione sul linguaggio sessista,
argomento sempre attuale e già scandagliato tempo fa
nelle pagine del nostro Scriveredonna.

Qui, ora, dal linguaggio facciamo un passo indietro
e uno avanti, per arrivare dentro le percezioni,
le mappe del mondo che singoli e collettività si costruiscono
attorno alle esperienze che vivono, vedono, ascoltano.

Per chiederci come quelle mappe del mondo
possano ancora produrre parole agli antipodi
ma conformi nel disconoscimento:
si parli di veline, escort, vittime.
Scelgo di fermarmi su queste ultime,
delle altre parole ho piene le salpingi.

Scelgo di fermarmi su queste donne
che “sono morte perché uomini a loro vicini
non hanno sopportato la loro autonomia,
la loro libertà”.

Cito testualmente.
E consiglio di leggere (magari sottoscrivere)
la lettera.
Dice qualcosa spesso dimenticato,
qualcosa che si chiama dignità.

Pubblicato da Annalisa

Web@lfemminile

mercoledì, aprile 1st, 2009
[…] Cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’ è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi…
Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate , ma potrai trovarci ancora quì nelle sere tempestose portaci delle rose nuove cose e ti diremo ancora un altro “si” […]
(Quello che le donne non dicono, Enrico Ruggeri)

Da oggi inizia web@lfemminile, all’interno di futuro@lfemminile, il progetto di responsabilità sociale di Microsoft dedicato alle donne.
Esclusivamente online una 24 ore non stop per dimostrare come la tecnologia possa essere una straordinaria alleata delle donne non solo nell’ambito professionale, ma anche in quello personale.
Dibattiti, interviste, ricerche, mostre, corsi di formazione (online o scaricabili), video, canzoni ecc. Personaggi importanti e gente qualsiasi, ricercatori, VIP, giornalisti, casalinghe, manager… proprio un universo variegato che si confronta sul tema della tecnologia.
Novità: canali tematici per tutti i gusti ma con un unico filo conduttore, la chiave al femminile. Si spazierà da temi della bellezza al computer, di pubblica amministrazione ma anche di moda, di scienza ma anche di comicità.
Da non perdere le web-sitcom f@f Five Friends, interpretate da giovani donne che scimmiottano i modelli delle donne adulte affrontando situazioni divertenti in cui la tecnologia diventa cruciale.

@: http://www.webalfemminile.it/

Pubblicato da Chiara

Onore al merito

domenica, marzo 8th, 2009

Dall’intervento del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
in occasione della celebrazione
della Giornata Internazionale della Donna:

[…] è l’occasione per esprimervi la riconoscenza della Nazione,
la riconoscenza delle istituzioni che molto debbono alla vostra presenza operosa,
al vostro peculiare e insostituibile contributo
in tutti i luoghi in cui si costruisce la convivenza civile e il benessere comune del paese.

[…] E è molto significativa la partecipazione,
stamattina, di donne brillantemente affermatesi in molteplici attività
di studio, professionali, imprenditoriali, sociali, artistiche. […]
Le affermazioni recenti, in vari ambiti, di personalità femminili,
quali quelle che ho ricordato, care amiche partecipanti, sono le luci.

Ma sappiamo che restano tante ombre:
in particolare, quelle della sempre modesta,
molto modesta presenza femminile
nelle istituzioni rappresentative
e in funzioni dirigenti nel mondo della politica.
Restano molte ombre sulla strada della parità salariale
e innanzitutto della partecipazione delle donne alle forze di lavoro
e all’occupazione complessiva.
E non possiamo non chiederci in questo momento
- nel contesto di una crisi finanziaria ed economica
che dà segni piuttosto di ulteriore aggravamento
che non di allentamento –
quanto rischi di essere particolarmente colpito il lavoro femminile:
tema sul quale ancora non si vede concentrarsi abbastanza l’attenzione,
la riflessione, l’impegno.

Questo è il panorama generale a cui ci richiama l’8 marzo:
un panorama che non può peraltro ignorare
l’ombra più pesante di tutte,
la vergogna e l’infamia delle violenze contro le donne,
degli stupri, e di tutte le forme di molestia,
di vessazione, di persecuzione nei confronti delle donne.
Nel mondo e in Italia:
in una parte del mondo in modi orribili, barbarici;
in Italia verso donne italiane o straniere non fa differenza,
ad opera di stranieri o di italiani non fa differenza. […]

Grazie, Presidente.
.

Pubblicato da Annalisa