Articoli marcati con tag ‘estravaganti’

Indovina chi (s)viene a cena?

domenica, settembre 5th, 2010

Tra pochi giorni, a Berlino, aprirà un nuovo ristorante specializzato in carne… umana.
Sembra una follia, invece lo è!
Inaugurazione prevista per l’8 settembre: antropofagi, aff(r)ettatevi!

Eduardo Amado, l’imprenditore, ne ha già uno in Brasile.
Peccato! Un pelo più a nord, e sarebbe stato perfetto!
L’etimo di cannibale, infatti, si ritrova nello spagnolo caníbal, alterazione di Caribe ch’è nome indigeno dei componenti di una popolazione delle Piccole Antille che si riteneva fosse antropofaga.

Comunque giuro, a legger la notizia, m’è venuto in mente il profumo… e non fraintendete!

Pubblicato da Franco

Attenzione all’acquitrino

martedì, luglio 13th, 2010

Tra le risorse della nostra lingua,
le polirematiche,
gruppi di parole che assumono significati nuovi
rispetto ai singoli lemmi che li compongono,
spiccano per duttilità.

L’acqua,
vitale, preziosa sempre,
in questi giorni di afa
ancor più bramata,
evoca le rispettive polirematiche,
tutte abbastanza note
da passare inosservate,
anche se - sotto sotto - di rado rassicuranti.

Dall’acqua-aria missilistico
alla malcerta acqua cheta,
ché un’acqua tofana,
venefica pozione arsenica,
neanche la vogliamo considerare,
non sfuggano le possibili insidie
della naturalezza acqua e sapone
che, dove ostentata, spesso puzza,
o, assai peggio,
della scivolata nell’acqua fresca:
mai assuefarsi ai discorsi inconcludenti
nonostante esempi a profluvi.

Così, in tempi risolutamente sospetti,
anche la locuzione acqua in bocca
si fa infida,
e pure i pesci, proverbialmente muti,
collaborano.

È infatti grazie a recenti registrazioni subacquee
che il biologo marino Shahriman Ghazali ha dimostrato
che anche i pesci parlano.
Non tutti, è vero:
ma almeno i più sanno ascoltare.

Pubblicato da Annalisa

Prossima fermata: Corsico

giovedì, giugno 17th, 2010

Che ci saremmo andati, era scritto. Così, siam pronti!

A vedere, toccare, ascoltare e persino assaggiare (complice un micro birrificio).
A vivere insomma, in e con tutti i sensi, quest’opera d’arte totale.
E non s’indignino i wagneriani… si fa quel che si può ;-)

Gli ospiti son vari. Tra quelli d’onore, campeggia Roberto Amadé.
Al suo canto d’autore, un augurio dedicato

Che siate musici o meno, la sonata non cambia:
MusiCamp vi aspetta a braccia aperte!

Pubblicato da Franco

Cinguettii, trombette, tromboni

mercoledì, giugno 16th, 2010

A questo punto dell’anno
chiederei parsimonia nei bailamme.
Sarà il mio lavoro principe
che tra scrutini e la chiamavano Maturità
impone ritmi e affanni
in cui anche l’orecchio si satura.

Sarà l’estate all’angolo
che ci prepara alla fanfara del fancazzismo assurto a notizia,
e sarà anche che in un Paese di pive
le fanfare e i fancazzismi sono ormai liberi dall’andamento delle stagioni,
vale a dire sempreverdi.

Ma ovunque legga sento rumore.
Lo sento nei cinguettii che pare stufino persino il NYT,
eppur anche nel petulante insulto del silenzio coatto.

Lo osservo nelle matasse in rigurgito,
lo rido nelle rinnovantesi trinità
e, inevitabilmente, lo patisco ed elaboro nelle vuvuzela
che di mondiale hanno quantomeno le rotture di timpani.

Elaboro si fa per dire, ché il link è d’istinto. 

Chissà poi perché.

Pubblicato da Annalisa

Epopee

mercoledì, giugno 2nd, 2010

Leggo divertita uno scambio di e-mail
con colleghi e amici.
Mi soffermo sulla coloritura gergale,
e rifletto su come anche gli idiotismi
spesso rispondano alla mai celata propensione
a “maschio è bello”. 

Figa, gnocca, e simili
si dicono di donna attrezzata
in bellezze più o meno recondite,
cervello compreso.
Per estensione, tali voci genitali
sono anche estese agli uomini meritevoli
d’approvazione.

Invece il discorso si differenzia nel genere
se gli epiteti connotano limiti:
racchia, gallina, e simili,
ma minchione, testa di cazzo, coglione,
e tutte le variabili diatopiche, diafasiche,
diastratiche.

Come dire: un uomo, anche quando ingiuriato
o autoingiuriantesi,
è comunque facile continui ad aggrapparsi
al campo semantico sessuale,
e sempre per accrescitivo:
raro un minchietta, tanto per dire.

Ecco le nerborute panacee consolatorie:
cazzone,
ma vuoi mettere la sottesa suggestione?

Pubblicato da Annalisa

A palco aperto

domenica, aprile 11th, 2010

 

C’è un treno dei desideri
che può anche non partire, fisicamente,
ché tanto si sa che il vero viaggio è quello del cuore.

C’è un capannone
che è diventato arte, e laboratorio per l’arte,
ché la creatività in ogni forma possa trovarvi espressione.

C’è un concerto con palco aperto,
aperto a tutti i musicisti attivi sui social network:
si chiama MusiCamp
ed è un BarCamp dedicato alla Musica e al Web 2.0.

C’è che noi ci si va.
Il 19 giugno a Corsico,
presso l’Associazione Culturale Gheroartè.

Pubblicato da Annalisa

L’isola che non “Che”

sabato, febbraio 27th, 2010

“Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi a decine che usate parole diverse, le stesse prigioni

Francesco cantava così, ma non solo

“Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio,
perché con questa spada, vi uccido quando voglio”

Arma, scudo… la parola, oggi, sembra esser davvero la chiave di (ri)volta un po’ ovunque!
Dismessi i suoi vecchi abiti ampollosi, ha indossati, in sintesi, quelli dell’efficacia.
Parole in mimetica dunque, libere e veloci, versate in difesa dei propri territori.

Se siamo quindi d’accordo che:

“Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia”

allora è tempo d’agire, e le parole finiscan qui!
E anche se ridotti, che i caratteri siano valorosi!

Pubblicato da Franco

Prestazioni miracolose

mercoledì, febbraio 24th, 2010

Bassissime emissioni, efficienza aerodinamica, materiali ecocompatibili… non c’è che dire, KoCo2, in fatto di prestazioni, è all’avanguardia: ben 1.000 km, con un litro!
E con un libro? Questione d’una lettera soltanto e la conversione, in un amen, è fatta!
16.000 km al libro, questo è il record del mezzo di San Paolo, di certo meno aerodinamico, emissivo non so, ma più ecocompatibile e, forse, pure più comodo del supposto… prototipo.
In verità vi dico, Saulo non ebbe che quel carburante: la Parola.
E il bello è che i secoli passano, ma gli zoccoli duri – in fatto di libri – non cambiano di molto.

Pubblicato da Franco

Lenti, veloci. Comunque accurati

sabato, gennaio 16th, 2010

Muovi la mano frenetico,
compulsivo,
gli occhi immersi in un’idea.
Estenuate dal ripetersi dei gesti,
le falangi perdono il ritmo:
tre minuti e oltre…
non sei ancora pronto.

Come te, nessun italiano:
alla LG Mobile World Cup trionfano due sud-coreani e un portoghese,
i loro tempi sono da record.
Già, perché stiamo parlando del campionato mondiale di sms:
il goal della finale era digitare un testo di 120 parole,
rispettando punteggiatura e maiuscole,
nel minor tempo possibile:
2 minuti e 26 secondi il primato. 

Velocità e accuratezza:
il migliore dei mondi possibili, per alcuni.
In altri vince il gusto di sciogliersi in bocca le parole,
anche in barba al tempo.

(120 parole, proprio come in questo post:
rendo l’idea?)

Pubblicato da Annalisa

Vestita di te

sabato, gennaio 9th, 2010

Se indossi la foto di una persona
te la senti dentro: adolescenziale ma vero.
Lustri fa, innamorata di un ragazzo lontano,
ne stampai il ritratto su un mio body ginnico.
La lontananza restò intera, ma la percezione cambiò:
avevo sessualizzato la distanza, mettendola a pelle.

Vale anche per le parole:
indossandole, le metabolizzi,
esponi il fuori di qualcosa che forse ti appartiene, dentro.
Accadeva per il messaggio Peace and Love
negli anni ’70, e oggi?
Oggi Jesus Loves Even me è solo una tra le comprensibili
provocazioni firmata DSquared2,
ci ricorda un articolo di Antonella Amapane su «La stampa».

Ma quando vedi la Pamelona
con quel “+5°” sfibrato sulla maglietta
dimmi: il messaggio che cogli istintivamente
è quello di protesta
per il riscaldamento globale?

Pubblicato da Annalisa