Articoli marcati con tag ‘giornalismo’

Manca l’Aria

venerdì, giugno 25th, 2010

In musica si dicono variazioni (su un tema). Le mie preferite? Di Bach, le Gouldberg!
(in realtà Goldberg, ma Glenn Gould le suonava in modo da… con-fondere)
In sostanza, c’è un’aria, semplice, chiara, intelligibile. La si propone, poi la si “rielabora”.
Le variazioni possono toccare qualsiasi aspetto del tema di partenza: ritmo, armonia, melodia…

Sui giornali, di variazioni, se ne trovano parecchie. Di temi, ben trattati, pochini.
Come direbbe Gabermanca l’aria.
Niente succo, insomma.
In compenso, gossip a go go: Lupi che scampanella, Di Pietro che dorme al suo posto nell’emiciclo, Bondi (vero stacanovista…) che non ha mai abbandonato il suo posto al banco del governo.
Tra media e mediocri, la scelta è dura.

Il punto è che i problemi da affrontare sono veri, seri… e neri!
Per prima cosa, gradirei definissero cosa intendono con termini quali crescita e sviluppo.
Guardando mia figlia crescere e svilupparsi, penso a tutto fuorché a questioni “dimensionali”.
Infine, ci dicano che fine farà la cultura, ché se ritengono non sia un ganglio dell’Italia, tengan conto almeno che “due cazzatine” le abbiamo…
Comunque Tremonti è stato perentorio: chi ha di più, dia di più!
Ministro, prego.

Pubblicato da Franco

Il giornale del Paradiso ha un nuovo cronista

martedì, marzo 9th, 2010

Venerdì scorso, a 84 anni, è morto Alberto Ronchey. Avrei voglia di scriverne molto, ma mi rendo conto che non posso competere con il bellissimo ritratto che ne ha fatto Vittorio Zucconi su Repubblica. Posso solo dire che lo ricordo con affetto per due motivi: il primo perché era il direttore della Stampa quando io ho iniziato a leggere i quotidiani. Diventato direttore quando il giornale – controllato dalla famiglia Agnelli - in Piemonte era chiamato “la busiarda” (la bugiarda). Con lui aveva cambiato volto.

Il secondo perché era uno degli esempi più citato durante la mia breve (due anni) esperienza di giornalista. Era un tiranno della lingua, non accettava imprecisioni o strafalcioni, e il mio direttore non mancava di dire “ma hai mai letto un articolo di Ronchey?” ogni volta che mi intortavo in qualche frase, o non riuscivo a scrivere un titolo che avesse un senso.

E ora, purtroppo, anche per il romanzo della sua vita è arrivata la parola “fine”.

Però mi piace pensare che in Paradiso stampino un quotidiano, in cui lavorano Ilaria Alpi, Indro Montanelli, Enzo Biagi, Enzo Baldoni, Tiziano Terzari e tanti altri. E ora anche Ronchey. Vi immaginate le riunioni della redazione?

E dando una scorsa al mondo della informazione odierna sapete una cosa? Un po’ li invidio, i lettori del Paradiso.

Pubblicato da Claudio

Twitter e il microblogging

lunedì, giugno 8th, 2009

Twitter può essere considerata la frontiera del “microgiornalismo” fatto di articoli di 140 battute? Sembrerebbe di sì, in base a quanto emerge da un articolo pubblicato sabato scorso su RepubblicaR2 riprendendo un servizio pubblicato su Time.
I grandi giornali americani/agenzie di stampa stanno già da tempo “twitterizzando” la loro informazione.

Ana Marie Cox di Time spiega: “I 140 caratteri non sono un limite, sono una spinta alla creatività”. L’informazione è solo apparentemente breve e sommaria: in realtà è nuova e diversa, immediata e emozionale.

Ma quali possano essere i motivi che spingono, invece, la gran parte di utenti di Twitter a lasciare tanti piccoli “cinguettii” sulla propria vita? Forse lo fanno per sentirsi meno soli, per far capire agli altri le proprie giornate vissute freneticamente senza produrre risultati visibili e tangibili, per entrare nelle vite degli altri senza dover prendere in mano il telefono…

Forse ha ragione Steven Johnson del Time: “La cosa più affascinante di Twitter non è cosa sta facendo per noi. E’ cosa stiamo facendo per lui”.

Articolo di Ernesto Assante:
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/tecnologia/twitter/twitter/twitter.html
Articolo di Steven Johnson:
http://www.time.com/time/business/article/0,8599,1902604,00.html

Pubblicato da Lucia