Articoli marcati con tag ‘pace’

L’isola che non “Che”

sabato, febbraio 27th, 2010

“Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi a decine che usate parole diverse, le stesse prigioni

Francesco cantava così, ma non solo

“Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio,
perché con questa spada, vi uccido quando voglio”

Arma, scudo… la parola, oggi, sembra esser davvero la chiave di (ri)volta un po’ ovunque!
Dismessi i suoi vecchi abiti ampollosi, ha indossati, in sintesi, quelli dell’efficacia.
Parole in mimetica dunque, libere e veloci, versate in difesa dei propri territori.

Se siamo quindi d’accordo che:

“Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia”

allora è tempo d’agire, e le parole finiscan qui!
E anche se ridotti, che i caratteri siano valorosi!

Pubblicato da Franco

Semplicemente auguri

domenica, gennaio 4th, 2009

«Questa vigilia del nuovo anno è dominata, nell’animo di ciascuno di noi, dallo sgomento per le notizie e le immagini che ci giungono dal cuore del Medio Oriente. Si è riaccesa in quella terra una tragica spirale di violenza e di guerra. Una spirale che va fermata.» Così è iniziato il discorso di fine anno del presidente Napolitano.

Sarà stato quel richiamo alla responsabilità delle cose serie, o il suggerimento a uno stile di vita più sobrio che ne è seguito, o le raccomandazioni dei vigili del fuoco di Porto Rotondo, fatto sta che quest’anno l’altro presidente, quello che mira al Quirinale, ha messo da parte il vulcano in miniatura, e ha chiesto ai suoi ospiti della Certosa di farsi bastare i 25 minuti di fuochi d’artificio, e poi i balli nella discoteca allestita all’interno della serra, solitamente usata per le conferenze stampa.

Ripensare a quel discorso, e ai presidenti, e poi alle immagini diffuse dai tg e dalla rete, gli strazi dei missili, le ritorsioni, le promesse di vendetta, i bambini dilaniati, mi fa risuonare in mente una canzone di Ivano Fossati, Il disertore: «In piena facoltà, egregio presidente,
 le scrivo la presente che spero leggerà.
 La cartolina qui mi dice terra terra 
di andare a far la guerra quest’altro lunedì. Ma io non sono qui, egregio presidente, per ammazzar la gente più o meno come me: io non ce l’ho con lei, sia detto per inciso, ma sento che ho deciso e che diserterò».

Chissà che “sobrietà” non voglia dire anche diserzione, disarmo, rinuncia, non solo al panettone di troppo, o al vulcano finto, ma anche ad ammazzare. Dev’esserselo chiesto, il disertore di Fossati, che conclude: «Per cui se servirà del sangue ad ogni costo, 
andate a dare il vostro, se vi divertirà! E dica pure ai suoi, se vengono a cercarmi, che possono spararmi: io armi non ne ho».

Con queste parole in testa, ripenso ai messaggi di auguri che ho ricevuto quest’anno. Ho apprezzato in particolare la mail di un amico, Ivan: «Ho sulla scrivania tonnellate di biglietti vuoti che ho deciso di non spedire; non solo perché sono state impartite disposizioni restrittive volte al risparmio, ma anche perché chissà quando arriveranno. Magari dopo le feste, così da lasciare solo un retrogusto amaro se chi riceve non le ha trascorse bene. Un “semplicemente auguri” potrebbe essere il modo migliore per augurare qualcosa senza scadere nella banalità. Non è il caso di abbinarlo a stelle, stelline, babbo natale e renne varie. Un “semplicemente auguri” racchiude molto di più».

Deve aver fatto pensieri simili un’altra mia amica, Cristina, quando mi ha inviato una mail, il cui testo era proprio, semplicemente, “auguri”. In più, però, questo link.

Pubblicato da Ale

FACCIAMO PACE

mercoledì, luglio 2nd, 2008

Scambiamoci un segno di pace. Non sono credente, ma questa è una parte della messa cui partecipo con entusiasmo quando mi ritrovo in una chiesa.
Scambiamoci un segno di pace – dice il prete. E a me vien voglia di zompettare da un banco all’altro per stringere la mano a tutti. Forse perché sono affezionata ai segni, e anche alla pace. Come parola, pensiero e azione.


Ecco perché mi sembra una bella opportunità l’appuntamento di venerdì 4 e sabato 5 luglio a Rovereto (TN). Si chiama
Sentiero di Pace. L’occasione è il novantesimo anniversario della fine della Grande Guerra.
Una due giorni di concerti dal vivo con cantanti e musicisti inviati dalle radio pubbliche di: Italia, Germania, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Stati Uniti d’America, Polonia, Austria, Ungheria, Canada, Macedonia, Portogallo. Saranno le voci di Filippo Solibello e Federica Gentile a guidare il pubblico tra i vari gruppi e generi musicali, da ascoltare nella piazza del
MART a Rovereto o in diretta su Radio2.
Alla
Campana della Pace si incroceranno invece le parole di storici, filosofi, studiosi e giornalisti come Alessandro Barbero, Gabriella Belli, Maurizio Bettini, Franco Cardini, Anna Foa, Armando Massarenti, Claudio Strinati, Angela Vettese, Demetrio Volcic e Camillo Zadra.

Un ricordo andrà ai cannoni della Grande Guerra fusi per realizzare la Campana di Rovereto che ogni sera, con i suoi rintocchi, ricorda i caduti di tutte le guerre. Tutt’attorno le montagne trentine, montagne da leggere come libri di storia.
Io ci sarò. Sarebbe bello essere tanti.

Per saperne di più: Sentiero di Pace

Pubblicato da Cille