Articoli marcati con tag ‘persone e parole’

Grazie

domenica, settembre 27th, 2015

Non so se la scuola di oggi possa essere più buona di ieri,
e neanche se le diatribe di oggi costruiscano più delle passate.
So però che a scuola ci vai per gli studenti, oggi e ieri,
per arrivare a loro, contenuti e forme, passare il testimone
e vivaddio.
Ogni anno cambi, ogni aula cambi, ogni giorno inventi
cioè proprio cerchi (e spesso trovi?) modalità comunicative per arrivare.
Certo è difficile, certo è una gara con te stesso,
certo devi migliorarti, puoi migliorarti, migliori.

E gli studenti ti aiutano.
Così capita che da un passato recente ti arrivi un regalo:
un tuo studente ha narrato di sé, condivide con te.
Tu non hai meriti: in un professionale, tra pulegge e pignoni,
solo provasti a trasmettergli amore per le parole abitate
dalla realtà.

E così la storia di Jacopo è diventata il testo narrativo
con cui quest’anno inizi il programma con la tua nuova prima:
le sue parole abitate, lette a 26 musetti in ascolto,
han detto più di Manzoni o Flaubert.

Per loro ci sarà tempo, più avanti.
Ora è il tuo. Grazie Jacopo.

La primavera del ’96
Ci sono giorni della nostra vita che ricordiamo grazie o purtroppo a degli avvenimenti che poi ci segneranno.
Ci sono giorni che addirittura ricordiamo in maniera ricorrente, causa un susseguirsi e accavallarsi di emozioni contrastanti ma necessarie e concatenabili, il primo giorno che capisci cosa volesse dir l’amore, la gioia, la forza o la debolezza, la sfrontatezza o la vergogna, così come il coraggio o la pazienza.
Io un giorno molto particolare me lo ricordo…
Pubblicato da annalisa pardini

Silenzio feroce

sabato, maggio 23rd, 2015

Frasi come
            Un bel tacer non fu mai scritto
ci han martellato le tempie con la frivolezza delle citazioni ad ampio spettro,
antibiotici del nonsoche.

Eppure, a ben leggere, il dubbio regna sovrano:
da intendersi come
“non si possono scrivere le ragioni di un bel silenzio”
(come renderne infatti in parole la pudicizia, saggezza,  dignità, civiltà?)
oppure
“non si possono scrivere le ragioni di un bel silenzio
giacché un bel silenzio non esiste???

Tuttavia, che l’ambiguità del silenzio sia fascinosa
è lampante.
Ci si arrovellano amanti d’ogni età ed era
quando, aspettando risposte che non arrivano,
vi leggono fate-morgana di scusabili bisogni, impegni, fragilità
(ma quasi sempre chi tace non acconsente).

Ci si arrovellano giuristi e storici di ogni dove
se costretti a metter ordine tra cause-effetti
in inenarrabili catene di silenzi torture delazioni carceri ingiustizie.

D’altra parte il silenzio è da sempre anche un modo per proteggersi,
e si sono usati tutti i forcipi per piegarlo.

Nel provar così a raccapezzarsi tra vera o presunta nobiltà del silenzio,
si arriva ad ammettere che, come spesso accade, quel che conta è il fine,
giacché è lui che distingue tra difesa od offesa.

Certo è che le locuzioni in cui il silenzio piomba
han più sapore mortifero che vitale
a iniziare da silenzio di tomba e ridurre al silenzio
a vivere nel silenzio.
E in questi giorni di silenzi memori e di memorie insilenziabili,
proprio ripugna che la morte di un adolescente in gita
sia intrisa di lui: il silenzio omertoso.

Quando puzza,
il silenzio è sempre feroce.

Pubblicato da annalisa pardini

E che benessere sia!

domenica, novembre 30th, 2014

È così: ci sono persone che ti fanno sentire a casa,
subito, anche se su trenta ne conosci tre,
anche se arrivi dopo, tardi, trafelata, pant pant!, eccomi, scusate,
e niente: in un battibaleno ci sei, lì, nel gruppo,
con le tue valenze pronte a intrecciarsi
con quelle dei compartecipanti,
e nasce quell’elettricità, buona, fruttifera,
che porta lontano.

Alessandro e Paolo son così:
creano contesti gioiosi, dove prendere e portare conoscenza è armonia.
E si vede bene negli open di Palestra,
come nello scorso, dedicato all’umorismo,
e in quelli che son venuti e verranno.

Il prossimo è il 13 dicembre, e siccome il benessere ha un suo ritmo,
ché tutta la vita è ritmo (e la scrittura pure),
provarlo con loro e le buone frequenze di Elia Perboni
è anche un modo per star meglio con sé, e gli altri.

Pubblicato da annalisa pardini

Elogio dell’impertinenza

venerdì, ottobre 10th, 2014

Il non connesso a quel che abbiam previsto
spesso spiazza, delude, irrita:
è spregio all’andamento lineare,
sinusoide che sgattaiola dalla regolarità.

Qualunque sia l’età dei discenti, chi frequenta le aule la conosce bene
questa influenza dell’impertinenza,
che, no, sovente non conviene,
irriguardosa come appare e a volte è.

E a volte no. Così ricca di attrezzi
e manubri e tapis roulant e tappetini e
elastici, è una palestra che più palestra non si può:
l’impertinenza ti vuol ginnico e scattante
ché, lì a bearsi (o naufragar) nel parere non conforme,
costringe te al confronto con mille e mille strade inusitate:
tutte le mappe aperte dalla parola.

Se ti soffermi sulla competenza dei tanti specialisti,
su quel loro  esser specialisti  in un campo, o forse più,
vale chiederselo: dietro c’è l’esperienza dura e impura
del confronto con gli altri,
che poi è il duttile regno dell’impertinenza?

Pubblicato da annalisa pardini

11 settembre: tempo di regali!

mercoledì, settembre 10th, 2014

Son lì che spippolo sullo schermo alla ricerca di un’idea regalo
per il mio amico Alessandro Lucchini, che domani compie gli anni,
e – toh! –  sulla sua pagina Facebook leggo:

COMPLEANNO = IL REGALO TE LO FACCIO IO

Gianburrasca d’un Lucchini – penso – m’hai battuta sul tempo!
Ma mica solo me: tutti.
Già, perché domani che è il suo compleanno
lui ci fa il regalo:
ti iscrivi a un corso Palestra e porti con te
un’altra persona GRATIS.

Ti iscrivi domani, 11 settembre,
(qui al 348 6980576 tutte le informazioni)
le prime date sono 20 e 27 settembre,
e poi un sacco di altre belle proposte!

Embè, grazie Alessandro!

(e ora che ti regalo io???)

 

Pubblicato da annalisa pardini

riso : sorriso = comicità : umorismo?

martedì, agosto 19th, 2014

E quale sarebbe l’incognita in tal proporzione?
Tutte, potenzialmente, e nessuna.
Perché come sempre bisogna intendersi
su cosa significhino questi termini,
ed è interessante percorrere i punti di vista
che si intrecciano nel tentare definizioni univoche.

Lo fa il Festival di Fosdinovo con la sua seconda edizione
dal 22 al 24 agosto.
E dentro ci siamo anche noi, a chiederci, con Paolo Carmassi,
come l’umorismo esplichi la propria energia
anche in usi non ordinari: Ribàltàti e contenti
ne è stato il primo risultato, proprio nella direzione
di una vera uguaglianza di rapporti.

 

Festival La Forza del Sorriso – Fosdinovo (MS)
22-23-24 agosto.
Programma

 

 

Pubblicato da annalisa pardini

Ti amo bene

mercoledì, agosto 13th, 2014

Avrei voluto rispondere “a grande richiesta”?
No.
La stima per le parole mi invita al riserbo su certi aggettivi e avverbi.

Ad esempio “ti amo tanto”: chi non l’avrà mai detto?!
Che se ci pensi davvero ti si accappona la pelle:
tanto che? tanto quanto? tanto come? tanto basta?
Dietro amori inadeguatamente compressi in un tanto di troppo
la cronaca ce lo racconta ogni giorno come possano spuntare violenze,
incomprensioni, e anche solo solitudini.
Ma, caspita, se a qualcuno vien fatto di dirti “ti amo bene”!

Avrei voluto rispondere “a piccola richiesta”?
No.
Che poi l’inciampo sarebbe lo stesso.

È “a buona richiesta” perciò che rispondo:
richiesta di amici, richiesta di me.
Scriveva Enzo Biagi che le verità che contano, i grandi princìpi,
se guardi bene restano sempre due o tre,
quelli che ti hanno insegnato da bambino:
a me la sintonia tra credere e agire,
e la convinzione che le parole possano, debbano, vogliano
aprire finestre, anziché chiuderle.

Per questo sono qui.

 

Pubblicato da annalisa pardini

E cortesia fu lui esser villano

sabato, agosto 2nd, 2014

Con l’immagine di una bocca intenta a forbire il fiero pasto
si apre uno dei canti più  incisivi della Commedia dantesca:
nell’estremo dell’inferno, Dante sperimenta il raccapriccio che lo pervade
all’ascolto dei traditori, Ugolino prima, e poi Alberigo,
quel dalle frutta del mal orto che lì riprende dattero per figo.

Lo sdegno di Dante è tale da erompere in una presa di posizione netta:
un comportamento villano, per lui inedito, ma necessario tra i villani.

Le parole hanno la duttilità  dell’oro.
Così si può passare con eleganza dal keep my words positive
di scuola gandhiana, alla dantesca perorazione della villanìa:
nello specifico questo passaggio, oltre a ribadire la malleabilità  delle parole,
estrude un significativo percorso.

Che poi anche la duttilità  ha un limite,
(sempre si parli d’oro, e non di patacche),
e dopo 10 anni di Magia della scrittura e qualcuno meno
di Palestra, prima di arrivarci, al limite,
oplà!
me ne vo,
e saluto i miei cinque lettori,
coi quali sapremo comunque ritrovarci ;)

 

 

Pubblicato da annalisa pardini

Voglio farti un regalo!

mercoledì, giugno 25th, 2014

Piace a tutti questa frase:
una parte di te è già lì a dire sì! e l’altra pensa perché???
Fatto sta, se qualcuno te la dice,
significa che in qualche modo te lo meriti, il regalo.

E questo è un regalo inusuale,
ché spesso i doni son pensati per legare a sé,
e invece questo ti fa spiccare il volo.

Già, ché regalare formazione a chi si ama
risponde al desiderio
di vederlo sciogliere i propri nodi, crescere, sviluppare talenti,
percorrere le proprie ambizioni.
In una parola: vederlo libero.

OPEN YOUR GIFT
è l’iniziativa in merito di Palestra della scrittura.

 

Pubblicato da annalisa pardini

Il cappotto, le stagioni

mercoledì, giugno 18th, 2014

(ovvero degli inciampi della lingua e dei noccioli)

E caspita che ieri eravamo a 40, e il giorno dopo a 20, di gradi,
e non si sa più cosa aspettarsi da niente!
conosci un avversario, e trovi il dialogo dietro lo scontro,
ti aspetti la sicurezza famigliare, e – tac! –  finisci su un necrologio.

E gli amici? Che poi alcuni li chiamiamo amici, ma sarebbe proprio definirli
“conoscenti”. Proprio?
Se il Conoscente ti conosce ti potrebbe venire anche incontro
nelle tue felicità e difficoltà. E invece spesso il Conoscente ti viene incontro sì:
ma per chiederti soldi, o comunque favori.

Quando poi il Conoscente è qualcuno che frequenti professionalmente,
ahinoi! la spremitura è ancor più prevedibile.
Ma tu la prevedi solo dopo averla vista: dando dando dando finché
spunta qualcuno di fresco (mica frescone, eh?!) e – zac! –
il Conoscente smette di conoscerti.
Anzi: se putacaso hai anche accondisceso alle sue richieste, in passato,
ora neppure è riConoscente, pensa!

Eppperchémai, ti chiedi.
Ma non eravamo  a m i c i ?
Poi pensi alle olive, e realizzi. La seconda e terza e sesta spremitura
non son buone come la prima.
E c’hai quella cosa lì che turba: il nocciolo,
ché poi i frangitori si svergolano, e mica ci son più le molazze di una volta!

(Non esiste un abito per tutte le stagioni.
Dai, riponi il cappotto, che tra tre giorni è estate!)

 

 

 

Pubblicato da annalisa pardini