Articoli marcati con tag ‘rispetto’

Una camera a gas

venerdì, marzo 19th, 2010

 

Ti telefono o no ti telefono o no?
(…)
mi telefoni o no mi telefoni o no?
(…)


Se lo saran chiesto gli intercettandi?
Che mi par quasi un fotoromanzo
di brutta fattura,
coi balloon sghimbesci lì a sparar bischerate,
non fosse che decidono di parte della nostra libertà
e, come ricorda Floris,
finiamo per perderla un pezzo alla volta, la libertà. 

Tra i balloon che tracimano
e le balle che girano,
tocca pure leggere certe esternazioni:
«Con tutto quello che ci fanno ne abbiamo le scatole piene».

Appunto.

 

.

Pubblicato da Annalisa

L’isola che non “Che”

sabato, febbraio 27th, 2010

“Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi a decine che usate parole diverse, le stesse prigioni

Francesco cantava così, ma non solo

“Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio,
perché con questa spada, vi uccido quando voglio”

Arma, scudo… la parola, oggi, sembra esser davvero la chiave di (ri)volta un po’ ovunque!
Dismessi i suoi vecchi abiti ampollosi, ha indossati, in sintesi, quelli dell’efficacia.
Parole in mimetica dunque, libere e veloci, versate in difesa dei propri territori.

Se siamo quindi d’accordo che:

“Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia”

allora è tempo d’agire, e le parole finiscan qui!
E anche se ridotti, che i caratteri siano valorosi!

Pubblicato da Franco

E invece era un calesse

giovedì, novembre 12th, 2009

Da sempre sorrido alla capacità della parola di creare
qui pro quo:
malintesi, bucce di banana
dove pure agli esperti capita di scivolare.
Ne potrei fare collezione, anche privata,
testimone e partecipe di alcuni clamorosi fraintendimenti
tra persone che i principi della comunicazione li conoscono,
li insegnano, li praticano, ma non si salvano.

Non si salvano dal pantano della delusione,
dello spiazzamento, dal giramento di balle
o, viceversa, dall’ingrato ruolo del caprone che,
per quanto pontifichi, sbaglia.

Sbaglia?

La neurolinguistica affina la sensibilità alle parole,
spiega i passaggi dalle realtà alle percezioni, e poi
alle nostre parole singolarmente plasmate
per incanalare e infine trasmettere
quelle precise percezioni e realtà.
Con l’avverbio intendo proprio individuo per individuo
e dunque, per estensione, eccezionalmente,
ché ognuno sta solo sul cuor della terra
e consapevolezza, studi, benevolenza (se c’è)
mai potranno far coincidere individuali mappe della realtà
e pensieri e parole,
amen.

Così sorrido il doppio quando leggo
che negli uffici pubblici si dovrà essere gentili per norma:
per carità, l’intento è encomiabile.

(Si attendono corsi di cortesia
per presidenti, ministri, segretari e sotto, parlamentari,
giornalisti, presentatori, opinionisti, comparse,
docenti, discenti, imprenditori, dipendenti,
ristoratori, intrattenitori, chi più ne ha più ne metta,
cittadini compresi).

Pubblicato da Annalisa

Cosa vuol dire libertà*

venerdì, ottobre 2nd, 2009

4 secoli fa nascevano i primi giornali,
220 anni fa nasceva la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo
e del Cittadino,
140 anni fa, oggi, nasceva Gandhi
e oggi è la giornata internazionale della non violenza. 

L’articolo 11 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo
e del Cittadino scrive così:
«La libre communication des pensées et des opinions
est un des droits les plus précieux de l’Homme:
tout Citoyen peut donc parler, écrire,
imprimer librement,
sauf à répondre
de l’abus de cette liberté
dans les cas déterminés par la Loi».
Peccato per quei farabutti di francesi che osarono tanto:
non potranno esserci, domani.

Peccato anche per quei gaglioffi
che in Virginia si misero a pontificare:
«The freedom of the press
is one of the great bulwarks of liberty,
and can never be restrained
but by despotic governments».
Anche loro non potranno essere a Roma, domani,
alla Manifestazione per la libertà d’informazione.
Perché queste frasche sono del 1776.

140 anni fa, oggi, nasceva Gandhi;
oggi è la giornata internazionale della non violenza.
Bisogna esplicitare qualcos’altro?
No.
Il comune nemico è l’arroganza del potere.

 «Il vero democratico è colui che difende
con mezzi puramente nonviolenti la sua libertà
e perciò quella del suo paese
e in definitiva quella dell’intera umanità».
(Mohandas Karamchand Gandhi)

  

*Cosa vuol dire libertà lo spiega bene Saviano, oggi, su Repubblica.

Pubblicato da Annalisa

Dignità

martedì, settembre 22nd, 2009

“Condizione di onorabilità e di nobiltà morale
che deriva all’essere umano dalle sue qualità intrinseche
o da meriti particolari;
il rispetto che per tale condizione si ha di sé
e si esige dagli altri”.

Questa la definizione sul dizionario De Mauro
alla voce dignità.
Mento, ma solo di un po’:
ho inserito essere umano al posto di uomo.

Che sia “solo di un po’”, poi, è da valutare,
ma qui, ora, non sollevo una questione sul linguaggio sessista,
argomento sempre attuale e già scandagliato tempo fa
nelle pagine del nostro Scriveredonna.

Qui, ora, dal linguaggio facciamo un passo indietro
e uno avanti, per arrivare dentro le percezioni,
le mappe del mondo che singoli e collettività si costruiscono
attorno alle esperienze che vivono, vedono, ascoltano.

Per chiederci come quelle mappe del mondo
possano ancora produrre parole agli antipodi
ma conformi nel disconoscimento:
si parli di veline, escort, vittime.
Scelgo di fermarmi su queste ultime,
delle altre parole ho piene le salpingi.

Scelgo di fermarmi su queste donne
che “sono morte perché uomini a loro vicini
non hanno sopportato la loro autonomia,
la loro libertà”.

Cito testualmente.
E consiglio di leggere (magari sottoscrivere)
la lettera.
Dice qualcosa spesso dimenticato,
qualcosa che si chiama dignità.

Pubblicato da Annalisa

Futura

mercoledì, aprile 29th, 2009

.
La “Società Pannunzio per la libertà di informazione”
è nata oggi, a Roma.
È nata per difendere la libertà di penna e di pensiero
e per denunciare le violazioni che a tale libertà attentano,
avallate – come sono – dal peloso intreccio
tra potere politico, economico, mediatico.

Ispirata alla “Société des Amis de la liberté et de la presse”
che sorse in Francia agli inizi dell’Ottocento e stimolò
la riforma della legislazione sulla stampa,
porta un nome, quello di Pannunzio, di per sé segno
di infaticabile amore verso il giornalismo.

Le dichiarazioni di intenti sono a chiare lettere
nei due primi documenti della Società,
La libertà nella Rete in Italia
e Sullo stato della libertà dei media.
10 e 16 pagine di analisi e proposte
cui seguiranno azioni:
la Società Pannunzio non si limiterà
all’analisi, al dibattito e alle proposte concrete,
ma adotterà, in Italia e in Europa,
tutti gli strumenti idonei a perseguire i suoi scopi di libertà
.

Ce n’è da lavorare. E, intanto, benvenuta.
.

Pubblicato da Annalisa

Onore al merito

domenica, marzo 8th, 2009

Dall’intervento del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
in occasione della celebrazione
della Giornata Internazionale della Donna:

[…] è l’occasione per esprimervi la riconoscenza della Nazione,
la riconoscenza delle istituzioni che molto debbono alla vostra presenza operosa,
al vostro peculiare e insostituibile contributo
in tutti i luoghi in cui si costruisce la convivenza civile e il benessere comune del paese.

[…] E è molto significativa la partecipazione,
stamattina, di donne brillantemente affermatesi in molteplici attività
di studio, professionali, imprenditoriali, sociali, artistiche. […]
Le affermazioni recenti, in vari ambiti, di personalità femminili,
quali quelle che ho ricordato, care amiche partecipanti, sono le luci.

Ma sappiamo che restano tante ombre:
in particolare, quelle della sempre modesta,
molto modesta presenza femminile
nelle istituzioni rappresentative
e in funzioni dirigenti nel mondo della politica.
Restano molte ombre sulla strada della parità salariale
e innanzitutto della partecipazione delle donne alle forze di lavoro
e all’occupazione complessiva.
E non possiamo non chiederci in questo momento
- nel contesto di una crisi finanziaria ed economica
che dà segni piuttosto di ulteriore aggravamento
che non di allentamento –
quanto rischi di essere particolarmente colpito il lavoro femminile:
tema sul quale ancora non si vede concentrarsi abbastanza l’attenzione,
la riflessione, l’impegno.

Questo è il panorama generale a cui ci richiama l’8 marzo:
un panorama che non può peraltro ignorare
l’ombra più pesante di tutte,
la vergogna e l’infamia delle violenze contro le donne,
degli stupri, e di tutte le forme di molestia,
di vessazione, di persecuzione nei confronti delle donne.
Nel mondo e in Italia:
in una parte del mondo in modi orribili, barbarici;
in Italia verso donne italiane o straniere non fa differenza,
ad opera di stranieri o di italiani non fa differenza. […]

Grazie, Presidente.
.

Pubblicato da Annalisa

Pubblico ludibrio

venerdì, febbraio 6th, 2009

«Quando leggo il giornale
mi sento trasformato in opinione pubblica».
[I.Svevo, La coscienza di Zeno]

Viste le prime pagine,
lecito chiedersi se valga la pena leggere i giornali,
ultimamente.
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Pubblicato da Annalisa

Per dignità, non per odio

domenica, ottobre 26th, 2008

Gira in rete da un po’ un documento
scritto ieri.
Mento: ha cinquantotto anni,
ma è come fosse ieri.
Parla di cuochi e di bassa cucina.
Meglio: di cosa parla basta leggerlo per capire.
Pensavo quindi a Calamandrei,
ieri sera, dopo aver visto le prime immagini
del grande raduno di Roma.
Pensavo a Calamandrei e a un altro suo celebre messaggio,
perché forte,
in questi giorni di lapsus e smentite,
si è sussurrato intorno alla parola dignità.

Tanti hanno disquisito mesi or sono
dell’incapacità di alcuni politici di parlare alla gente.
Ieri la gente ha parlato,
anche per bocca di uno di loro.
E nel pacifico raccogliersi delle persone,
eccolo il sussurro che si fa coro:
dignità.

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

Ti aspettiamo al Museo della scienza e della tecnica di Milano, per la presentazione del libro Il linguaggio della salute,
il 12 novembre alle 18.30 – sala Cenacolo.

Pubblicato da Annalisa

Sotto il vulcano

venerdì, giugno 27th, 2008

Leggo stamani sul Corriere della Sera
un testo di Amos Oz che mi sembra di ricordare,
e infatti lo ritrovo anche qui.

I tagli sono distribuiti differentemente,
ma poco importa:
a me importa quel che oggi porto a casa
delle parole di Oz.
In relazione a stati d’animo,
tempi, luoghi, cronache,
i link mentali che si attivano ieri e oggi
sono dissimili.
Oggi porto a casa questo:

«Uno scrittore lavora con le parole.
Questo impone allo scrittore una responsabilità
verso il linguaggio. Ove parole piene di odio
vengano brandite come un’ascia contro
particolari gruppi di esseri umani,
non tarderà a fare la sua comparsa una vera ascia.

[…]

Uno dei compiti dello scrittore
è quello di intervenire
e suonare l’allarme ogni volta che il linguaggio,
che è il suo strumento di lavoro, viene contaminato.
Ogni volta che la gente usa, per un gruppo etnico
o religioso o altro,
termini come “sudicio” o “crescita cancerosa”
o “minaccia strisciante”,
lo scrittore deve alzarsi
e suonare il campanello d’allarme del villaggio».

[…]
.

Pubblicato da Annalisa